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Il placito di Teano del 936, primo “placito cassinese”?

Tra i cosiddetti “ placiti cassinesi”, oltre ai due placiti di Teano, rispettivamente del luglio e dell’ottobre 963, che contengono rispettivamente il terzo e quarto documento in lingua volgare italiana, Claudio Cipriano cita un ulteriore documento del 936, redatto a Teano, che sarebbe anteriore al primo placito di Capua del 960, che, come è noto, così recita: Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene Trenta anni le possette Parte sancti Benedicti .

Il dottor Cipriano, in “ Teano” facendo riferimento ad un diploma riportato da Erasmo Gattola e contenuto in “Teano Sidicino antico e moderno” del decano Michele Broccoli, precisamente al capitolo XIII di tale testo, scrive che “ i ventun’ anni di permanenza dei monaci benedettini, accesero quella fiaccola letteraria che si innalzò in secoli così bui con la Carta di Teano, che rappresenta il più antico documento della lingua volgare .
In tale placito del 936 il giudice di Teano, Bisanzio, secondo quanto è testualmente riportato “ tratta la controversia tra il conte Atenolfo e Giovanni Prete, custode di S. Maria in Cingla da una parte, ed il giudice Vigelmo, avvocato del Monastero, dall’altra, per alcune terre in Tora di Bairano, in territorio di Teano; ed i testi cosi giurarono : SAOCCO KELLE TERRE, PER KELLI FINI, QUE TE MOSTRAI, TRENTA ANNI LE POSSETTE SANTA MARIA. Il dottor Claudio Cipriano cita anche gli altri due successivi placiti di Teano, rispettivamente del luglio e dell’ottobre 963, in cui appaiono con poche varianti le stesse formule di giuramento. Infatti la testimonianza del luglio 963 è riferita con le seguenti parole: “Kella terra, per kelle fini que bobe mostrai, sancte Marie è , et trenta anni la posset parte sancte Marie, mentre quella dell’ottobre 963 è riferita con tali parole: Sao coo kelle terre, per kelli fini que tebe mostrai, trenta anni la possette parte Sancte Marie” Il Cipriano sottolinea che anche quelle del luglio e ottobre 963 fanno riferimento a Santa Maria, anche se non sappiamo se si tratti della stessa Santa Maria in Cingla.
In effetti tra il citato placito del 936 e quello dell’ottobre 963 ci sarebbe solo l’aggiunta di “parte” nel successivo placito del 963 in confronto a quello precedente del 936, dove manca la parola “ parte”. Teano fu in tali anni un importante centro culturale con la presenza di dotti prelati prelati, quali i vescovi Leone e Angelario, e di storici eruditi quali Erchemperto, ma tale placito del 936 era a noi sconosciuto, ma ci è sembrato giusto riportare parte del contenuto del testo di Claudio Cipriano, uno studio su Teano, che comunque merita di essere letto e conosciuto.

Claudio Cipriano- Teano- Stabilimento Tipo-litografico Saccone- 1982

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