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Nascita del “ Roma”, il giornale dei garibaldini napoletani

Il giornalismo italiano ha una storia alquanto più antica dell’unità nazionale, risalente ad almeno un secolo prima del 1861. Tuttavia, fu soltanto dopo l’Unità che, nelle grandi città italiane, il giornalismo mise radici più dirette e profonde. Erano i primi decenni di vita di quella che Benedetto Croce chiamava ” nuova Italia”, e nelle maggiori città italiane vi fu una nascita di fogli di diversa ispirazione politica e culturale. Napoli fu tra le più precoci e vivaci capitali del nuovo giornalismo italiano postunitario. Il primo quotidiano napoletano fu il ” Roma”, che uscì il 22 agosto 1862, ed era diretto da Pietro Sterbini, mentre l’editore era un docente universitario, Diodato Lioy. La redazione e la tipografia erano al numero 7 di vico Luperano, a pochi passi da piazza Dante. Per decenni il “Roma” fu la voce dei garibaldini e dei mazziniani, e tale quotidiano napoletano si mostrava il leader incontrastato con oltre ventimila copie ed una più che buona dose di autorevolezza, dato che collaboravano sin dal primo periodo firme illustri come quella di Francesco De Sanctis. Esso raccoglieva la passione unitaria italiana dei democratici italiani, i quali rivendicavano, facendo proprio il motto risorgimentale di “ Roma o morte”, la città di Roma quale capitale d’Italia. Quindi, ben otto anni prima della “Breccia di Porta Pia”, e ad un anno dall’avvenuta Unità “ il “ Roma” di Napoli, con i suoi articoli e i suoi scritti, rilanciava con determinazione la “ questione romana”. Inoltre, sul “ Roma” per la prima volta, come titolo di un articolo di fondo, compariva l’espressione “ questione meridionale”. Il giornale- come scrive Giuseppe Galasso- “ aveva saputo legare spesso la maggiore cultura cittadina con quella più tipica e locale( Francesco De Sanctis con Ferdinando Russo) ed esprimere assai bene la tradizione laica e la grande competenza forense della stessa cultura napoletana”.
La prima redazione del “Roma” fu allestita in una piccola tipografia di proprietà del professor Diodato Lioy, al vico Luperano, dove si stampavano, oltre a libri, “Il Nomade”. La crescita del giornale, che in pochi giorni superò le diecimila copie di vendita, richiedeva una nuova e più ampia sede, che fu rinvenuta a duecento metri di distanza, in Cisterna dell’Olio, dove si trovava lo stabilimento tipografico Giannini. Iniziarono, pertanto, a comparire le firme di collaboratori illustri come Francesco De Sanctis, Matteo Renato Imbriani, Giuseppe Mirabelli, Alessandro Betocchi, Eduardo Dalbono.
Dopo la morte di Giuseppe Lazzaro, il quale aveva preso il posto del direttore Pietro Sterbini, la direzione fu assunta dall’editore Paolo Lioy che trovò per il “Roma” la sua prima vera e propria sede sotto i portici del mercato di Monteoliveto. Il quotidiano non interruppe le pubblicazioni neanche dopo il crollo del suddetto mercato, perché Matilde Serao offrì la tipografia del “Giorno” e Michele Ricciardi quella del “Pungolo”, mentre il lavoro di compilazione e impaginazione avveniva nelle rimesse di Michele Parlato in via Cisterna dell’Olio. Tale situazione di precarietà sarebbe durata solo un mese, in quanto gli eredi dell’editore Lioy predisposero una nuova tipografia in una palestra nel cortile dell’ex convento di San Domenico Maggiore. L’impaginazione avveniva nell’aula dove aveva tenuto le sue lezioni San Tommaso d’Aquino. Il “Roma” fu per ben trent’anni il grande quotidiano di Napoli fino alla fondazione del “ Mattino”, avvenuta nel 1892, e che avrebbe arricchito l’informazione e la cultura del giornalismo napoletano con nomi quali Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao.

Riferimento bibliografico:
Giuseppe Galasso- L’Italia Nuova- vol.3 “ Dai giacobini al Partito D’Azione- Le Monnier- 1986

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