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L’omaggio di Giuseppe Bagno a Francesco Bagno, martire della Repubblica

Giuseppe Bagno, nato a Napoli il 26 giugno 1990, e laureatosi prima in Storia presso l’Università Federico II di Napoli e successivamente specializzatosi in Scienze Storiche ( indirizzo Moderno-Contemporaneo), ha dedicato un ampio e completo omaggio al medico rivoluzionario di Cesa, Francesco Bagno, esponente e martire della Repubblica Napoletana del 1799. Il lavoro di Giuseppe Bagno, dal titolo “ Francesco Bagno, medico e rivoluzionario- Un capitolo della Rivoluzione napoletana del ‘99”, amplia una sua tesi triennale, di cui fu relatrice la professoressa Anna Maria Rao, “ grazie alla disponibilità del professor Marco Meriggi. Si tratta di un lavoro che, come scrive nella prefazione lo stesso professor Meriggi “ ci porta con efficacia a risalire a ritroso la parabola anteriore della vita di Francesco Bagno”. Infatti, l’autore, valorizzando la bibliografia esistente, ma aggiungendo sue personali ricerche, riesce a ricostruire la vita e la formazione del medico di Cesa, attuale comune in provincia di Caserta.
Il lavoro inizia con la formazione di Francesco Bagno, i primi anni di studio nella natìa Cesa, gli studi al seminario di Aversa per completare l’educazione presso il Collegio degli Incurabili di Napoli, che all’epoca accoglieva i giovani che “ volevano apprendere la medicina”, e Francesco ebbe tra i suoi docenti l’illustre medico napoletano Domenico Cotugno. Molto approfondita risulta l’analisi degli anni di lavoro di Francesco Bagno al Collegio degli Incurabili e la sua produzione scientifica. Emerge, altresì, nel testo una necessaria panoramica del lavoro scientifico a Napoli nella metà del Settecento, come anche un significativo riferimento alle condizioni dell’Università di Napoli nel XVIII secolo, prima della disamina della carriera universitaria di Francesco Bagno, dai primi concorsi fino alla sua affermazione quale medico agli Incurabili e professore universitario. La sua carriera, iniziata negli anni ’80 del Settecento quando Francesco Bagno aveva 35 anni, si sarebbe conclusa a metà degli anni ’90, allorché fu nota la partecipazione alla congiura rivoluzionaria del 1994. L’autore riesce a comunicare in maniera mirata la svolta illuministica nella produzione scientifica di Francesco Bagno, inserita nel contesto dell’illuminismo del Regno di Napoli. Quindi il percorso rivoluzionario di Francesco Bagno, che avrebbe avuto il suo compimento nell’adesione alla Repubblica Napoletana del 1799, segue un andamento lineare di un uomo di scienza e di cultura che incontrò la politica, “ maturando- come egregiamente rileva Marco Meriggi- come altri giovani di quel tempo l’aspirazione a trasformare l’antica società di antico regime in cui era nato”, apportando il suo bagaglio di notevoli conoscenze scientifiche e professionali. Dopo la sconfitta della Repubblica Napoletana del 1799 e la condanna a morte, non si conosce come il medico Francesco Bagno trascorse gli ultimi momenti della sua vita, ma all’autore piace immaginarlo con la stessa dignità del suo illustre collega Domenico Cirillo, in quanto tale scambio duro di parole tra il Cirillo e il giudice Speziale è comunicato da Vincenzo Cuoco con un pathos, ripreso in romanzi storici e sceneggiature cinematografiche.
Il lavoro si pregia di varie appendici documentali che lo rendono ancora più prezioso, come anche di un repertorio fotografico molto apprezzabile.

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