CdP

16 anni dopo…la memoria di Dominick Pezzulo

Dominick Pezzulo era figlio di Dino e Victoria Pezzulo, emigranti italiani di Giano Vetusto, piccolo centro dell’agro caleno, in provincia di Caserta, e prese il nome di suo nonno Domenico, detto Mimmo.
Nato nel 1965, Dominick Pezzulo conobbe sua moglie sui banchi di scuola quando frequentava la Scuola Superiore Herbert Lehman di New York nel quartiere del Bronx. Sebbene si conoscessero già nei primi anni di scuola insieme ed avessero le stesse amicizie, iniziarono a frequentarsi solo dopo aver terminato la scuola superiore.
La signora Pezzulo ricorda bene il loro primo incontro e quanto fosse premuroso, raccontando proprio che ebbero occasione di vedersi da soli presso il World Trade Center e che lui era molto preoccupato che lei si bagnasse proprio presso quella fontana, e da allora rimase fortemente impressionata dalla sua tenerezza.
Dominick Pezzulo iniziò il suo lavoro quale insegnante di matematica e tecnologia prima di diventare agente di polizia portuale di New York.
Lavorava da soli 13 mesi presso la polizia portuale, allorché la mattina dell’11 settembre 2001, con il collega Will Jimeno, apprese dell’attacco alle Torri Gemelle. Entrambi si offrirono di seguire quali volontari John McLoughlin, sergente del Dipartimento di Polizia Portuale della città.
Giunti sul luogo del disastro, il sergente e pochi ma coraggiosi uomini (tra i quali vi erano Will Jimeno e Dominick Pezzulo), decisero di entrare nella Torre Sud per portare soccorso ai civili ancora imprigionati.
Il gruppo di soccorritori entrava nell’inferno della torre e, pochi minuti dopo, l’edificio cominciava a tremare. In brevissimo tempo la torre collassò, seppellendo il manipolo di soccorritori.
Nella penombra delle macerie, solo tre poliziotti si erano salvati: il sergente McLoughlin, Jimeno e Pezzulo. Quest’ultimo riusciva a liberarsi, e cercava di portare aiuto a Jimeno, intrappolato sotto un pesantissimo pezzo di acciaio. Proprio in quel momento, la terra tremava per la seconda volta: stava crollando la seconda torre.
I tre furono investiti da una nuova scarica di macerie, e un enorme frammento di cemento colpava Pezzulo, schiacciandogli il petto a terra. Dopo aver estratto la propria pistola dalla tasca, con le ultime forze Dominick riuscì a sparare un colpo in aria con l’obiettivo di segnalare la sua posizione ad eventuali soccorritori, ma tale tentativo si rivelò inutile in quei momenti caotici.
Furono rintraccciati da un un volontario del corpo dei Marines, Dave Karnes, aiutato dal collega Jason Thomas, il quale segnalò la loro presenza ai primi loro soccorritori, che poterono, in tal modo, iniziare solo le operazioni di recupero dei corpi.
Dominick Pezzulo lasciava così in quel giorno la moglie due bambini e il carissimo fratello Tony.
Alla storia di Pezzulo e dei suoi colleghi il grande regista Oliver Stone ha dedicato nel 2006 il film “World Trade Center”, che racconta minuziosamente i drammatici ultimi momenti vissuti dagli agenti della Polizia Portuale di New York.
Il suo nome è inciso sul pannello S-29 del South Pool in memoria dei primi soccorritori deceduti l’11 settembre 2001.

© Riproduzione riservata

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *