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La chiesetta di Santa Croce del casale di Pignataro

Oltre al noto convento di Santa Croce, in Pignataro, allora casale di Capua e non ancora Maggiore, esisteva nel Settecento una chiesetta scomparsa, di cui abbiamo le prime notizie nell’anno 1704 da don Giovanni Bovenzo, allora curato della parrocchia di San Giorgio.
Fu, infatti, don Bovenzo a chiedere al vescovo Giovanbattista Caracciolo del Sole, tramite formale domanda, l’edificazione di tale chiesa nel documento ” Pro erectione Ecclesiae Sanctae Crucis”.
Il vescovo accolse in maniera celere la richiesta del parroco, in quanto già l’anno successivo in una Santa Visita si fa riferimento alla “Cappellae Sanctae Crucis prope Ecclesiam Sancti Georgii” che era stata eretta con notevole rapidità e che aveva già un economo nella persona di Francesco Parillo. Ulteriori notizie di tale chiesetta si attingono in una relazione del vescovo Filippo Positano dell’anno 1722, il quale scriveva che nel casale di Pignataro, oltre alle altre chiese, vi è di più una cappella sotto il titolo detto la Croce, contigua alla chiesa parrocchiale di San Giorgio”. In tale chiesetta di Santa Croce, che, quindi, sorgeva nei pressi di San Giorgio, vi officiavano alcuni frati alcantarini che lo stesso Monsignor Filippo Positano aveva chiamato dalla città di Napoli. Proprio nella chiesetta di Santa Croce- precisa Antonio Martone- fu data sepoltura al vescovo Positano nell’anno 1723 per sua espressa volontà e non nella parrocchiale di San Giorgio, come è riportato da altro testo. Intanto, procedeva per determinato volere di Monsignor Filippo Positano la costruzione del Convento, dove nel refettorio- chiesa fu traslata temporaneamente dall’anno 1736 la salma del vescovo. Gradualmente il titolo di Santa Croce, dalla chiesetta accanto alla parrocchiale di San Giorgio passò al Convento già nel periodo in cui era in fase di costruzione. Invece nella chiesetta di Santa Croce nei pressi di San Giorgio furono seppelliti, in relazione a quanto conosciamo dalla documentazione, il “ secolare fabricatore nativo di Grumo, chiamato Giuseppe” nel 1741, frate Agnello di Sant’Agnese nell’anno 1747, Frat’Antonino del Santissimo Sacramento nell’anno 1750. Quando fu costruito il convento, la chiesetta di Santa Croce, nel corso degli anni, seppur gradualmente, fu definitivamente abbandonata e col tempo distrutta.
Come aggiunge Antonio Martone, di tale chiesetta scomparsa si fa menzione anche in uno degli “Acta Criminalia” del Settecento relativo al casale di Pignataro “ nella quale si recano due medici a fare l’autopsia sul cadavere di un ragazzo di undici anni, sulle cause della cui morte i genitori avevano avanzato dubbi e denuncia.

Riferimento bibliografico:
Antonio Martone- Santa Croce( presso San Giorgio): una chiesetta scomparsa in Il Pino-maggio-giugno 1984

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