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Caserta normanna e i suoi Conti

Come scrive Giuseppe Tescione, “l’origine di un piccolo nucleo urbano debba con sicurezza riportarsi ai tempi longobardi”. Inoltre, facendo riferimento ad Erchemperto, si può fissare agli anni intorno all’860 il periodo in cui Caserta “ doveva aver raggiunto una certa importanza demografica, con l’inizio “ della formazione di un piccolo centro urbano a Casertavecchia”. Tuttavia la Contea longobarda di Casertavecchia era una circoscrizione di natura amministrativa, compresa all’interno del principato longobardo di Capua. La nascita del feudalesimo nell’Italia meridionale, in seguito all’occupazione normanna, comportò il sorgere di un nuovo concetto di Contea, in quanto non si intese più una circoscrizione amministrativa, ma un insieme di “terrae feudali” non necessariamente contigue fra loro, disposte sul territorio “ a macchia di leopardo”.
La Contea normanna di Caserta fu istituita, invece, dopo il 1150,ed è fuor di dubbio che nel 1150, anno della prima redazione del Catalogus Baronum non esistesse una contea normanna di Caserta. La Contea di Caserta fu istituita ad opera di re Ruggiero II, il quale vi nominò conte Roberto de Lauro, della famiglia Sanseverino, il quale divenne il primo conte di Caserta, in un anno, comunque, anteriore al 1159, allorché Roberto de Lauro è documentato per la prima volta quale conte di Caserta.
Quindi, secondo lo studioso Tescione, non è da prendere in considerazione il documento del 1092, riguardante una presunta prima e precedente notizia relativa ai conti di Caserta. Il documento dell’anno 1092, in cui compare un Goffredo “ comes de Caserta”, costituisce un geniale falso settecentesco di un erudito quale era Francesco Maria Pratilli.
Pertanto il primo conte normanno di Caserta fu Roberto di Sanseverino, signore di Lauro, fu il primo conte normanno di Caserta, parteggiando sempre per re Ruggero II e per i suoi successori. Capostipite dei Sanseverino era stato Troisio, conosciuto anche come Torgisio o Turcisio, giunto a Salerno nel 1045 al seguito di Roberto il Guiscardo.
A Troisio, che morì nel 1081, successe il figlio primogenito Ruggero, il quale aveva preso il nome di Sanseverino dal nome del castello dove era nato. Ruggero era Signore non solo di Sanseverino, ma anche di Montoro, Lauro, Forino, Striano, Castel San Giorgio, come di alcuni feudi nei dintorni della stessa città di Aversa. Il possedere feudi in Aversa, come rileva Gian Paolo Spinelli, significava essere presente nella prima contea normanna del meridione d’Italia, considerato a quel tempo un particolare segno distintivo di nobiltà. Quindi il primo conte di Caserta, Roberto de Lauro, aveva avi illustri in una famiglia, quale quella dei Sanseverino, i quali avevano partecipato a momenti determinanti della storia dei normanni nel Meridione d’Italia, in relazione alle guerre dinastiche.
Roberto de Lauro morì il 31 agosto del 1183, e la Contea normanna di Caserta passò a suo figlio Guglielmo. Costui fu, quindi, il secondo conte normanno di Caserta dal 1183 al 1199, e partecipò attivamente alle vicende per la successione nel regno di Sicilia. Bisogna aggiungere che, mentre la Contea fu ereditata da Guglielmo, i beni di Roberto de Lauro furono ereditati, secondo un documento del 1240, “ ad usus longobardorum” tra lo stesso Guglielmo e suo fratello Ruggiero, conte di Tricarico.
Guglielmo de Lauro dimostrò di saper conservare il suo ruolo di “ comes” in tale periodo in cui turbinosi avvenimenti sconvolsero la vita del Regno, dopo la morte di re Guglielmo II d’Altavilla, e durante la guerra tra Tancredi e Enrico VI.
A Guglielmo successe nel 1199 il figlio Roberto, terzo conte normanno di Caserta. Costui sposò Adelagia, e resse la Contea per circa quindici anni. Nel 1216 fu il figlio Tommaso De Lauro, della famiglia Sanseverino, quarto “ comes” normanno di Caserta, fino a quando, nel 1223, fu arrestato da Federico II di Svevia, e costretto, l’anno successivo, ad uscire esule dal Regno.
Dopo l’esilio del conte Tommaso, la Contea di Caserta fu sospesa nel 1223, per essere concessa, solo nel 1231 al conte Riccardo, figlio di Tommaso, rimasto orfano, poco prima del 1231 e sotto la tutela della madre Siffridina, la “ suddita fedelissima”.
Il conte Riccardo, valletto cresciuto alla corte dello stesso imperatore Federico II di Svevia, ne sposò la figlia Violante, che l’imperatore aveva avuto dal matrimonio con Bianca Lancia.
Le nozze tra Riccardo Senseverino conte di Caserta e Violante, figlia dell’imperatore Federico II, avvennero presso il Castel del Monte nel 1246. Nello stesso anno ci fu la congiura di Capaccio con la quale il partito del Papa cercò di eliminare l’imperatore Federico, che si salvò grazie proprio all’intervento decisivo del conte di Caserta.
Dopo il 1250, anno della morte di Federico II, Riccardo, quinto conte di Caserta, passò alla storia per la sua politica di grande banderuola, schierandosi dapprima dalla parte del papa Innocenzo IV, poi tornando con l’imperatore Corrado per poi nuovamente essere dalla parte del pontefice Alessandro IV, ed infine con il cognato Manfredi, che successivamente tradì nella decisiva battaglia di Benevento del 1266.
Nel maggio del 1267 il conte Riccardo non compare nella documentazione, per cui si presume fosse deceduto. Gli era succeduto nel possesso della Contea di Caserta il figlio Corradello, sotto la tutela della nonna paterna, la contessa Siffridina. Costui fu conte soltanto per pochi mesi. Infatti, schieratosi con Corradino di Svevia, fu coinvolto nella tragica fine dell’ultimo esponente della casa degli Hohenstaufen.
Intanto, la fine della dinastia normanna, e la nascita di quella sveva, aveva significato, anche per le contee, l’acquisto di una nuova e ben diversa fisionomia politico-istituzionale. La Contea, in epoca sveva, avrebbe continuato ad essere un beneficio di natura feudale, costituito da una serie di feudi, ma aveva perso del tutto ogni importanza e ogni significato di natura militare. Essere titolare di una Contea significò solo essere in possesso di un titolo onorifico, anche se di tutto riguardo all’interno della gerarchia feudale.
Nel 1269 il re Carlo d’Angiò, dopo aver concesso la Contea di Caserta a Guglielmo di Belmonte, grande ammiraglio del Regno, provvide a smembrarla ed assegnare i feudi che la costituivano a vari personaggi. Solo il 10 febbraio 1295, dopo 26 anni, il re Carlo II avrebbe ricostituito l’antica Contea di Caserta per concederla a Roffredo Caetani, fratello del pontefice Bonifacio VIII. Gli successe suo figlio Pietro, che la tenne fino al 1305, quando fu costretto a vendere la stessa città di Caserta e il titolo comitale ad un importante personaggio della corte angioina, Bartolomeo Siginulfo. Costui fu bandito dal Regno nel 1310 e la Contea di Caserta fu assegnata a Diego Della Ratta, un catalano venuto nel Regno di Napoli per accompagnare Violante, sposa di Roberto d’Angiò. I Della Ratta tennero la Contea per circa due secoli. Alla morte di Caterina Della Ratta nel 1511, la Contea passò alla pronipote Anna, sposa di Giulio Antonio Acquaviva. Gli Acquaviva operarono il definitivo abbandoni di Casertavecchia, ed il trasferimento della residenza feudale al villaggio Torre in pianura.

Bibliografia:
Giuseppe Tescione- Caserta medevale e i suoi conti e signori- Caserta- 1990
Gian Paolo Spinelli- Il Meridione d’Italia nel periodo normanno- I Conti normanni di Caserta- Spring Edizioni- 2003
Gian Paolo Spinelli- I Della Ratta conti di Caserta- Spring Edizioni- 2003

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