CdP

L’omaggio di Casapulla a Mons. Michele Natale

Alla Repubblica Napoletana del 1799 parteciparono tanti sacerdoti che avevano una nuova visione del mondo e che pertanto condivisero appieno i concetti basilari della società moderna: la libertà , l’uguaglianza, la democrazia repubblicana che dovevano necessariamente mirare alla felicità di tutti gli uomini, di tutti i cittadini.
Solo nei pur brevi mesi della Repubblicana Napoletana furono 851 gli ecclesiasti, che vi aderirono e riguardo ai quali è stato possibile sottrarli alla “damnatio memoriae” decretata dopo la sconfitta della Repubblica. I loro nomi sono tutti elencati con ruolo e ordine ecclesiastico a cui appartenevano, e le loro idee sono compendiate nella pastorale ritenuta la più nobile dell’intera storia della diocesi napoletana, quella sulla Libertà e l’Uguaglianza del Cardinale Capece Zurlo, precedentemente vescovo della diocesi di Calvi, datata 18 marzo 1799.
Tra tali cittadini ecclesiastici rientra primariamente un grande uomo di chiesa che seppe donare la testimonianza di un cattolicesimo riconciliato con gli ideali di democrazia repubblicana, di libertà e di uguaglianza, in coerenza con i valori evangelici, Mons. Michele Natale, vescovo di Vico Equense, originario di Casapulla e ordinato sacerdote dal vescovo di Calvi Giuseppe Maria Capece Zurlo a Pignataro il 23 dicembre 1775.
Di Mons. Michele Natale, vescovo di Vico Equense e martire della Repubblica Napoletana del 1799, non si conosce molto in relazione al periodo in cui fu un semplice sacerdote di Terra di Lavoro.
Tuttavia, grazie agli studi di Francesco Migliaccio, Gabriele Iannelli, Gaetano Parascandolo e Antonio Trombetta, è possibile delineare un profilo biografico essenziale del sacerdozio di Michele Arcangelo Natale in Terra di Lavoro, prima che fosse nominato vescovo di Vico Equense.
Figlio secondogenito di Alessandro e Grazia Monte, Michele Arcangelo Natale nacque a Casapulla il 23 agosto 1751, da famiglia di modesta fortuna. Secondo quanto scrive Gabriele Iannelli, ebbe quale istitutore il parroco Stefano Peccerillo, come anche i dotti sacerdoti Tommaso Iannotta e Pasquale Ciceri. All’età di venti anni, Michele Natale chiese di entrare nel seminario di Capua. Essendo l’età alquanto avanzata, si rese necessaria una speciale licenza dell’arcivescovo di Capua, Michele Maria Capece Galeota. Da seminarista, collaborò al riordino dell’archivio della curia arcivescovile. Fu, quindi, ordinato sacerdote nel 1775 a Pignataro, allora casale di Capua. Per un decennio, dal 1780 al 1781, abbandonò Terra di Lavoro per recarsi a Napoli, dove fu cappellano del principe di Monteleone. In tale decennio ebbe modo di laurearsi, come riporta Gabriele Iannelli, citando una lettera ricevuta, nell’anno 1851, dal canonico di Vico Equense don Franco Palma. Secondo lo stesso Palma, l’arcivescovo di Nicea Filippo Sanseverino, confessore del re, lo ebbe come segretario e collaboratore nell’opera di conciliazione delle vertenze tra la monarchia napoletana e la Santa Sede. In tale periodo napoletano fu accolto nella libera muratoria, che, dopo la partenza di Carlo III per la Spagna, era stata inizialmente incoraggiata dalla stessa regina Maria Carolina d’Austria.
Nel 1790 don Michele Natale tornò in Terra di Lavoro, segnatamente a Capua, dove gli fu conferita una cappellanìa curata nella parrocchia di Santa Maria in Abbate, che ne comprendeva ben tre; a lui fu assegnata quella di San Salvatore Minore. Nello stesso anno, gli era stata da poco conferita la cappellanìa di Santa Maria dell’Agnena in Vitulazio, nelle adiacenze della stessa Capua.
Nel 1792, don Natale divenne segretario del nuovo arcivescovo di Capua, Agostino Gervaso, confessore della regina. L’anno successivo comprò una casa contigua alla casa paterna in Casapulla.
Il 19 agosto 1797 conseguì la laurea in teologia e fu in tale anno che Pio VI lo nominò vescovo di Vico Equense. Fu consacrato vescovo il 21 dicembre del 1797 in Roma dal cardinale della Somaglia. L’11 febbraio del 1798 avvenne il suo solenne ingresso nella chiesa di Vico Equense.
Quando fu proclamata la Repubblica Napoletana nell’anno 1799, Mons. Michele Natale vi aderì da “ uomo virtuoso”, come scrive Vincenzo Cuoco. Pagò con la vita tale scelta, sconsacrato e impiccato a Piazza Mercato il 20 agosto del 1799.
Alcuni giorni dopo l’impiccagione, il 2 settembre, un dispaccio governativo ordinava al sindaco di Vico Equense e al vicario capitolare di distruggere ogni sua memoria, ma la condanna a morte di un uomo di chiesa, che aveva liberamente optato per la democrazia e i princìpi di libertà e uguaglianza repubblicani, provocò la reazione della stessa Chiesa. Infatti, Pio VII, eletto il 14 marzo 1800, quale forma di protesta e punizione nei confronti dei Borbone, che si erano macchiati di tale esecrando assassinio, lasciò vacante da allora la sede vescovile di Vico Equense (tale è ancora oggi, incorporata dal 1818 con quella di Sorrento), e punì i tre vescovi che avevano osato dissacrare Mons. Michele Natale. A tal riguardo, Giovan Vincenzo Monforte, divenuto arcivescovo di Napoli ,non ebbe mai il cappello cardinalizio e “sgridato” dal Papa a Roma, morì durante il tragitto; morì anche poco dopo Domenico De Jorio; il terzo, Domenico Ventapane, si gettò ai piedi del pontefice ottenendo il perdono, ma senza alcun incarico di rilevo per tutta la vita.
A ricordo di tale barbarie perpetrata, il 20 agosto 1899, un secolo dopo l’impiccagone a Piazza Mercato, fu scoperta una lapide in Casapulla, che riporta le seguenti nobili parole, dettate dal politico e filosofo Giovanni Bovio(Trani 1841 – Napoli 1903):
“A Michele Natale vescovo di Vico Equense, dissacrato da tre vescovi e appeso alle forche del 1799, reo di avere insegnato che Cristo riparatore volle uguali e liberi i figli dello uomo, ed una, di qua e di là dei vecchi termini, l’umana gente.
Irruppe deprecata sui tre vescovi dissacratori la vendetta della storia, indicente all’aria e alla terra respingere in faccia ai carnefici il sangue ingiusto.
Casapulla maternamente nel compiersi del secolo”.

Riferimenti bibliografici:
AA.VV- Il cittadino ecclesiastico- Il clero nella Repubblica Napoletana del 1799- Vivarium, Napoli 2000 ( nell’appendice sono riportati i nomi di tutti gli 851 uomini di Chiesa che appoggiarono più o meno attivamente la Repubblica Napoletana)
Arnaldo Di Benedetto- “Profilo biografico del Vescovo Natale” in Capys. N° 30 pp. 14- 25- 1997

Omaggio Di Casapulla A Mons. Michele Natale

Flickr Album Gallery Pro Powered By: Weblizar

© Riproduzione riservata

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *