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SRI LANKA- LA GIOIA DI POSSEDERE IL ROSARIO

SRI LANKA-Il Rosario è la preghiera dei poveri, ed è anche la preghiera tanto recitata tra la comunita’ cattolica dello SRI LANKA.
Scopriamo quanto sia importante per i cattolici singalesi possedere un rosario come il vero tesoro da portare sempre con sé, in borsa o in tasca.
“Un Angelo custode che ti protegge ed uno strumento di preghiera e di meditazione sempre pronto a poter recitare l’Ave Maria”. afferma Sister Rosy prima di recitare il Santo Rosario con le sue orfanelle.

Dai monasteri dell’Irlanda, intorno all’ XI secolo, possiamo collocare l’origine del Santo Rosario. Infatti, in tale nazione i monaci recitavano i 150 salmi di Davide.
La presenza alla preghiera di numerosi gruppi laici, che non sapevano né leggere né scrivere, porto’ la preghiera ad una nuova forma piu’ adatta alla loro estrazione culturale con la nascita dei 150 Pater Noster al posto dei 150 Salmi.
Si diffuse così in occidente la recita del Saluto Angelico, ossia la recita della prima parte dell’ave Maria, al posto dei Pater Noster, trasformando il Salterio Biblico in un Salterio Mariano e da qui in poi venne chiamato “Rosario”, recitabile da chiunque.
Per opera del certosino Enrico di Kalkar nel XIV secolo il salterio mariano fu suddiviso in 15 decine inserendo, tra una decina e l’altra, il Padre Nostro e da tale epoca si diffuse la tradizione del Santo Rosario proprio da parte di San Domenico, fondatore dell’Ordine Domenicani, tradizione che porto’ alla conversione dei non credenti e di tanti peccatori.

Quest’anno il Mese Mariano è un mese speciale per le orfanelle della legione di Maria nello Sri Lanka perché, se fino ad ieri recitavano il Santo Rosario contando l’Ave Maria sulle punta delle dite, oggi invece possono, grazie ad una donazione di diverse Corone del Santo Rosario, arrivata dall’Italia ad opera di Ugo Scialdone , noto non solo per il suo egregio operato di poliziotto ma anche per le sue opere di beneficenza tra la comunita’ cattolica romana. Quindi tali orfanelle possono recitare il Santo Rosario, contando le Ave Maria ed i Pater Noster non piu’ con le punta delle dita ma toccando con mano il Santo Rosario.
Testimonianze della comunita’ cattolica singalese ci dimostrano che la preghiera del Santo Rosario accompagna non solo i poveri e le nostre orfanelle ma anche gente comune, personaggi, artisti e ricchi.
Il religioso di estradizione nobile Padre gesuita Dionisi, che indico’ il mese di maggio come mese di Maria, con il proprio pseudonimo Mariano Partenio ebbe a scrivere : “ il mese di Maria ossia il mese di maggio consacrato a Maria con l’esercizio di vari fiori di virtu’ proposti a veri devoti di Lei”.
Come da indicazione del padre gesuita Dionisi di celebrare il Santo Rosario nei luoghi quotidiani, nell’ordinario e non necessariamente in chiesa, basta la statua della Madonna ed il Rosario per poter pregare e conseguentemente ogni giorno, come fanno le orfanelle della legione di Maria, le quali pongono la piccola statua della Madonna su un vecchio tavolo di legno e con il Rosario, ricevuto in regalo, stringono tra le loro mani il Rosario. La preghiera alla Madonna è soprattutto mirata al suo intervento per la pace tra tutti i popoli, senza distinzione di razza e di religione, ed ovviamente sia ricchi che poveri.
Oggi le orfanelle sorridono per la gioia di possedere un Rosario perche’ è la loro unica ricchezza.

CARLO SCIALDONE
SRI LANKA

SRI LANKA- La Gioia Di Possedere Il Rosario

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