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La “mamma” delle ragazze soldato

1983 / 2009. Tali date sono difficili da poter dimenticare per le piccole ragazze soldato della guerra civile nello Sri Lanka, tra i singalesi ed i tamil, le famose tigri LTTE del nord che reclamavano l’indipendenza, durata ben 25 anni.
Piccolissime, queste bimbe tamil, una volta catturate facevano di tutto, dalle sguattere per i soldati alla cucina, schiavizzate dagli stessi soldati che abusavano di loro, mentre altre, invece, ricoprivano un ruolo attivo nella guerriglia.
Sono, pertanto, ben ancora presenti le ferite profonde di queste ragazze, oggi giovani adulte, che la fine delle guerra non ha cancellato. Tuttavia, grazie alle suore Don Bosco “ Figlie di Maria Ausiliatrice “ che le hanno riservato un’amorevole accoglienza nelle loro casa di Vaunya, al nord dello Sri Lanka, le ferite, sia fisiche che mentali, di 110 ragazze orfane, di cui 28 ragazze soldato, vengono lentamente sanate.
Un lavoro difficile, ma non impossibile, per le suore missionarie e proprio l’amore e la passione di queste donne coraggiose ed instancabili suore combattenti riesce a sanare le profonde ferite di queste ragazze soldato, oggi felicemente sposate che finalmente possono sorridere ai propri figli.
Colei che possiamo definire la “mamma” delle ragazze soldato, la superiore Matilde , accompagna tali sue “ figlie” alla promessa di matrimonio.

Oggi è un giorno particolarmente importante alla casa don Bosco di Vaunyia perché, insieme alle altre ragazze soldato arrivate con le proprie famiglie, festeggiamo la promessa di matrimonio di Dharshika , che “mamma Matilde” affiderà al suo futuro marito, arrivato da Kandy, centro dello Sri Lanka con i suoi amici e parenti per indossare insieme alla futura sposa la corona floreale, come prevede il rito Indu.
Dharshika lascerà oggi la sua casa “natale” dove è cresciuta, ha studiato e ha vissuto con le sue “sorelle” e la grande famiglia delle suore di don Bosco.
Nella sua casa ritornerà, insieme a suo marito Kananesharam, come tutte le sue “sorelle” e rispettive famiglie, in occasione della festa di Natale, anche se molto di loro sono di religione Indu. Diventate giovani donne tra il calore e l’affetto della “mamma” superiore Matilde, sono in tale occasione desiderose di rivedere la loro casa e preparare, tutte insieme, l’albero di Natale ed il presepe nella piccola cappella, come erano solite fare prima, e dove ogni giorno tutte insieme recitavano l’Ave Maria.
Ogni anno “Mamma” Matilde vede crescere sempre di più la sua famiglia sino ad essere oggi ribattezzata “Nonna’ superiora Matilde.
Un lavoro straordinario si rivela, pertanto, quello di queste missionarie non solo nello Sri Lanka, ma in tutto il mondo.
Pochi hanno avuto la fortuna e il privilegio di conoscere queste donne e suore coraggiose ed che ogni giorno, al risveglio, ringraziano il buon Dio perché ha dato loro un nuovo giorno da poter dedicare agli “ultimi”.
Si evidenzia, pertanto, la realtà straordinaria, che vede protagoniste queste missionarie, alle prese con le enormi difficoltà e il rischio per la propria vita, presente dietro l’angolo. Tuttavia, l’amore e il desiderio di veder sorridere gli “ultimi” dona loro tanta forza per essere sempre “l’esercito vincente” che sventola la bandiera della pace e dell’Amore.
Non chiedono visibilita’ mediatica, compensi e riconoscimenti, anche se riteniamo che sia comunque necessario comunicare il pieno merito di una “missione impossibile”.
Tali missionarie chiedono, invece, tanto rispetto e tanta solidarietà, anche in considerazione del fatto che tante persone, pur definendosi di buona volontà, vivono, invece, nell’assoluta indifferenza nei confronti degli “ultimi”.

Carlo Scialdone
Sri Lanka

La Mamma Delle Ragazze Soldato

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