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Bartolomeo Scorpio e Giovanni Bovio: il progresso storico

Frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Napoli, Bartolomeo Scorpio (Pignataro Maggiore, 10 gennaio 1857 – 7 febbraio 1923) ebbe la possibilità di conoscere Giovanni Bovio (Trani, 6 febbraio 1837 – Napoli, 15 aprile 1903) e trovarsi coinvolto nel vivo delle agitazioni antimonarchiche promosse dai mazziniani e dai democratici radicali, in particolare con Luigi Zuppetta, Matteo Renato Imbriani e Antonio Gaetani di Laurenzana.Si era negli anni del primo periodo postunitario e Giovanni Bovio, il leader napoletano della democrazia repubblicana, ebbe tanta influenza sui giovani a causa della sua posizione preminente nel nucleo dei repubblicani napoletani, e il giovane Bartolomeo Scorpio fu uno di tali giovani affascinati dal pensiero di Bovio.
Provenendo dalla provincia di Terra di Lavoro ove gli ideali repubblicani non avevano ancora trovato compiuto terreno fertile, si può immaginare il fervore politico con cui Scorpio visse la sua esperienza napoletana. Si avvicinò e seppe far sue le idee della democazia radicale che rappresentavano il filone più laico, democratico e repubblicano del Risorgimento italiano, quello mazziniano e garibaldino, con riferimenti propri al pensiero e all’azione di Carlo Cattaneo e di Carlo Pisacane.
A Napoli Bartolomeo Scorpio divenne un agitatore, battendosi per il suffragio universale, ritenuto mezzo di elevazione sociale delle categorie sociali più povere.
Per Giovanni Bovio, il progresso storico doveva portare “ineluttabilmente” alla fine della monarchia e al trionfo delle idee repubblicane.
In una poesia dedicata al suo paese natale, rendeva omaggio ai martiri della rivoluzione napoletana del 1799 e dei moti rivoluzionari del 1848 con questiversi:
Salve o Trani! Nel 1799 generasti i martiri che sui patiboli consacrarono la libertà, dopo il 1848 empisti di galantuomini, le galere nel 1860 salvasti la libertà irrompente da Quarto a Marsala, Salve per le tue memorie romane per le tue tavole marittime per gli antichi sedili per la giovinezza onde ti rimoderni nella civiltà salve per l’avvenire salve mater se la tua antichità traduci in una giovinezza perfetta .

Bovio considerava che l’estensione dello Statuto Sabaudo all’Italia fosse un passo indietro, non consono ai tempi nuovi che necessitavano di un profondo rinnovamento che poteva essere attuato solo dalla gioventù, educata ai principi repubblicani.
“Essa riconosce e inculca con ogni mezzo la fratellanza dei popoli […], è necessario ch’essi camminino sulla base dell’eguaglianza” Il concetto di progresso si mostra, pertanto, funzionale alla sua scelta repubblicana.
Del resto il programma politico della Giovine Italia era incentrato sull’Unità dello Stato Nazionale e sulla Repubblica preceduta da una Costituente alla quale veniva affidata la soluzione dei problemi di organizzazione politica.
Tutto ciò mentre era ancora viva la lotta tra monarchici e repubblicani intorno al problema dell’ordinamento e della forma politica dello Stato.
Bovio vide nella repubblica l’ambiente e il mezzo per la soluzione della questione sociale, mentre non concepiva la repubblica senza la soluzione di gran parte del problema sociale. Egli testualmente diceva: «Io non intendo repubblica senza la soluzione di gran parte del problema sociale, né modo di codesta soluzione fuori d’una repubblica democratica».
Bovio si fece, così, degno continuatore di Mazzini e anche nei successivi scritti e discorsi che frequentemente gli dedicò, considerò il Mazzini come uno dei grandi “cominciatori di civiltà”, lo paragonò a Socrate e a Cristo, ma ritenne che la questione sociale dovesse avere la preminenza.
A Napoli l’azione del partito repubblicano, fondamentalmente incentrata sugli ideali antimonarchici e egualitari al di sopra di ogni possibile confitto di classe, si indirizzò verso gli ambienti studenteschi e Bartolomeo Scorpio, sempre più entusiasta e appassionato seguace di tali ideali, nel giugno del 1872 partecipò alla proclamazione dell’Associazione democratica radicale del napoletano per “proclamare e diffondere le idee più opportune, atte a conseguire tutte le radicali riforme politiche pel miglioramento delle condizioni dei popoli, e tutte le possibili riforme sociali pel benessere dell’operaio, dell’agricoltore e del proletario in genere, ad ottenere il trionfo completo della vera democrazia” .
Il giornale ufficiale del partito fu “La Spira”, fondato nel 1875 dallo stesso Bovio per il quale il titolo doveva evocare la spirale del progresso storico che, ineluttabilmente, doveva portare al trionfo delle idee repubblicane.
Punto focale del programma di Bovio era l’esigenza di profonde riforme sociali.
La rivoluzione del 1860 era stata una semplice dilatazione del Regno “riforma geografica, non rivoluzione politica, perché il territorio venne unificato, ma lo stato tirato indietro fino al 1848 con l’estensione dello Statuto Sabaudo a suo giudizio non adeguato ai nuovi tempi ed ai nuovi bisogni.” Egli condusse una polemica contro i moderati, la cui azione di governo rappresentava a fosche tinte come la rovina d’Italia, come il regno del favoritismo, della corruzione e dell’arbitrio.
Per questo egli sosteneva che non si poteva contare sul sistema parlamentare vigente che riconosceva il diritto elettorale solo ad una piccola parte della popolazione, né sulla Sinistra Parlamentare, che aveva solo parlato di riforme senza nulla concedere. Occorreva un profondo rinnovamento che poteva essere attuato solo dalla gioventù, educata ai principi repubblicani.
Bisogna pur dire che per tutti gli anni 1870 al 1880 le forze di orientamento democratico napoletane e casertane avevano operato in maniera pressoché sinergica.
La profonda delusione serpeggiante nel Paese per la mancata attuazione delle riforme da parte del governo della Sinistra e un più stretto contatto con l’ambiente politico e culturale del repubblicanesimo napoletano favorirono, a partire dal 1880, una rottura di quell’isolamento e una più ampia e profonda diffusione delle idee repubblicane in Terra di Lavoro e conseguentemente un contatto più stretto tra i vari gruppi democratici.
Grazie al fermento di idee democratiche e radicali con cui venne a diretto contatto a Napoli, Bartolomeo Scorpio riuscì nella diffusione del movimento democratico e repubblicano a Pignataro Maggiore e in Terra di Lavoro e tale espansione di consensi, che interessò gli anni compresi tra il 1881 e gli ultimi anni del secolo, fu legata ad altre personalità quali Antonio Gaetani di Laurenzana, Giuseppe Lonardo e Michele Verzillo, questo ultimo suo nume tutelare che sarà deputato eletto a Capua dal 1892.
Dal 1881 Bartolomeo Scorpio fu uno dei più ardenti sostenitori del movimento irredentista facente capo al “Comitato per l’ Italia Irredenta” di cui era generale il generale Giuseppe Avezzana.
Fu in tale periodo che Scorpio entrò nella massoneria, ove raggiunse il 33° grado, il massimo della gerarchia massonica e, insieme ad altri, fondò a Napoli la loggia massonica “Roma”.
In particolare Antonio Gaetani di Laurenzana e Bartolomeo Scorpio furono i primi a stabilire contatti con gli ambienti democratici napoletani in vista delle elezioni del 1882 a suffragio allargato, dal cui responso le forze della democrazia radicale uscirono decisamente rafforzate.
A Caserta furono pubblicati i primi numeri del giornale “La Civetta” di cui Scorpio divenne collaboratore nel gennaio 1882, primo organo di informazione dei democratici radicali, che prenderà successivamente il nome di “Spartaco” allorché Scorpio ne diverrà direttore.
A questo germoglio di idee nuove Bartolomeo Scorpio partecipò in maniera rilevante , diventando un esponente non solo provinciale, ma regionale. Infatti, leggendo lo statuto della società operaia “Libertà e Lavoro”, ci si rende conto che il suo intento non era solo di risvegliare sentimenti cooperativistici, non di semplice assistenza, ma di far acquisire agli operai la coscienza dei propri diritti, di innalzare la “plebe al grado di popolo”, come ebbe a dire e scrivere più volte testualmente Scorpio.
Il 22 giugno 1882 Scorpio fu a Genova, al fianco di alcuni fra i più importanti esponenti del movimento democratico radicale, a presenziare all’inaugurazione del movimento a Giuseppe Mazzini.
La grande intuizione di Scorpio fu la creazione di una delle prime società operaie di mutuo soccorso “Libertà e Lavoro”, che rappresentò per lui la premessa per l’attività politica amministrativa a Pignataro Maggiore e per la diffusione delle idee della democrazia radicale in Terra di Lavoro.

Bartolomeo Scorpio E Giovanni Bovio

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