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Le Memorie del giovane sottotenente Luigi Bovenzi

Il giovane sottotenente Luigi Bovenzi, originario di Pignataro Maggiore, trovò la morte a soli 19 anni, il 15 giugno 1918, combattendo sulle Prealpi bellunesi durante la Grande Guerra. Nelle sue “Memorie” si evince il dramma, la sofferenza di un fervente e ardente cristiano in una guerra, di cui conosce le ragioni, ma nel contempo non può non disconoscere il tormento interiore. “ Giovane di diciannove anni, lontano dalle persone care, lontano dal mio Seminario, davo un addio alla vita civile e mi inviavo là dove non avrei fatto altro che insidiare la vita di altri uomini ed esporre la mia alle insidie loro. Non era sentimento di viltà il mio, non era sentimento di pusillanimità, ma solamente era la natura che si risentiva, benché guidata dalla ragione”, scriveva Luigi Bovenzi nelle Memorie del 18-25 ottobre 1917. La ragione di tenere un diario di “Ricordi” della vita passata al fronte sono espresse dal giovane Bovenzi con tali parole: “ Scrivo queste poche pagine per un duplice scopo: scrivo prima per non farmi mai sfuggire dalla memoria le grazie innumerevoli ricevute dal Signore, e scrivo ancora affinché, rileggendo nel tempo delle avversità della vita queste pagine, con più forte spirito le affronterò, ricordandomi dei grandissimi pericoli materiali e morali per grazia di Dio superati”.
Durante le ore più buie di solitudine, il pensiero di Luigi Bovenzi “volava” molto sovente alla “bianca cappella del Seminario”, vicino all’altare e a quell’amato “posto di lettore”, dove aveva confidato al Signore i suoi sentimenti di pianto, misto a preghiera. Il Seminario, a cui si riferiva il Bovenzi, era quello Regionale Campano di Napoli.
Luigi Bovenzi era nato a Pignataro Maggiore il 22 novembre 1898 da Bartolomeo e Concetta Boccia. Conseguita la licenza ginnasiale, Luigi scelse di entrare nel Seminario Regionale Campano di Napoli, ma nel gennaio del 1917 dovette presentarsi al Consiglio di leva. Dichiarato abile al servizio militare, fu inviato alla scuola militare di fanteria di Caserta. Il 10 ottobre 1917 veniva comunicato a Luigi di essere stato promosso aspirante Ufficiale, e di recarsi al Deposito del 39° Fanteria di Napoli. Qui prestò giuramento di rito per essere conseguentemente assegnato al 143° Regimento che di tale Deposito era alle dipendenze, e che si trovava in zona di guerra con parte della II Armata. Successivamente vi fu la partenza per il fronte, che Luigi raggiunse il 14 ottobre nei pressi di Gorizia, prima di giungere nelle contese trincee del Grappa, e qualche mese dopo a Col dell’Orso. Furono i momenti in cui la crudeltà della guerra fu percepita da Luigi quale sacrificio necessario, ma sofferto. Nelle sue “Memorie” ci comunica che volle trascorrere la notte della Vigilia di Natale del 1917 fuori una tenda e, fra i rigori dell’inverno, dormire sulla paglia per “ imitare il Signore”.
Il 6 gennaio 1918 Luigi fu trasferito al 1° Reggimento Fanteria, Brigate Re, IV Armata nel paesetto di Vigodarzere, presso Padova. Fu promosso Sottotenente di Complemento il 3 maggio del 1918, e da quel momento dovette sperimentare le sofferte decisioni di un uomo che doveva dare ordini ad altri uomini in prima linea. Si confidò con il suo confessore in tali termini: “Padre, fra pochi giorni sarò lassù, sulla cima di quei monti[…] Se muoio, scriverà Lei ai miei genitori? Li conforterà per me?”. Scrivendo, invece, ai suoi genitori, il Sottotenente Bovenzi non faceva alcun riferimento di essere al fronte. L’alba del 15 giugno fu l’inizio di una cruenta battaglia, e in tale giornata il giovane Bovenzi riportò ferite gravissime, che lo portarono alla morte per dissanguamento. Fu sepolto nel Cimitero Civile di Rossano Veneto. La salma del giovane Bovenzi fu traslata in Pignataro Maggiore il 21 settembre 1923.

Riferimenti bibliografici:
-G.Broia- Memorie edificanti del giovane Luigi Bovenzi- Napoli, 1921
-Antonio Martone- Il Pino n.5 del gennaio-febbraio 1973
-Il Pino n.6 di marzo-aprile 1973

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