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Le due Società Operaie e il duro scontro politico-amministrativo

A Pignataro Maggiore la lotta politico-amministrativa, dall’anno 1882, si sarebbe inizialmente concentrata sullo scontro tra due Società Operaie: “Libertà e Lavoro” e “Fratellanza Operaia”.
Allorché il Prefetto Giorgetti, in data 8 maggio 1884, chiedeva al Comune di Pignataro di conoscere quante società operaie fossero presenti nel paese, il Sindaco rispondeva testualmente” Due sono le società operaie operanti : la prima denominata ” Libertà e Lavoro” fondata l’8 maggio del 1882, ne è Presidente Bartolomeo Scorpio fu Giuseppe e conta circa 500 soci; la seconda società è denominata ” Fratellanza Operaia di Mutuo Soccorso ” fondata in data 13 giugno 1882; ne è Presidente Antonio Villani di Francesco e conta circa 200 soci.
Tuttavia, il sindaco, nel chiedere notizie ai due Presidenti, aveva ricevuto la seguente risposta da parte di Antonio Villani, presidente di “Fratellanza operaia: ” mi duole non poterla servire, stanteché è ormai un anno circa da che detta società non ha più dato segni di vita”.
Ben diverso era stata la risposta di Bartolomeo Scorpio, pregna di orgogliosa rivendicazione della vitalità di “Libertà e Lavoro:” Fo conoscere alla S.V. che la Società presieduta dal sottoscritto conta tra apprendisti e Maestri circa seicento individui: che non ha soci onorari, che quasi tutti furono fondatori, che nel titolo ha il suo programma; e che vive di onestà e indipendenza.”
Il sindaco, nel trasferire i dati di tutte e due le società operanti a Pignataro, precisava che ” lo scopo apparente sarebbe quella del benessere morale e materiale dei soci, ma lo scopo reale è quello di fare intrighi nelle elezioni amministrative e politiche”
Come è da interpretare tale precisazione del sindaco?
Dopo il successo di Libertà e Lavoro di Scorpio, l’opposizione del gruppo clerico-conservatore, in breve tempo costituì una propria Società Operaia denominata ” Fratellanza Operaia”, antagonista a quella di Scorpio, il quale rimarcava che non poteva essere possibile una cooperazione tra le due Società di Pignataro Maggiore, essendo quella del gruppo clericale e conservatore, sorta in contrapposizione a quella progressista di Libertà e Lavoro, anzi più precisamente per combattere Libertà e Lavoro.
Un opuscolo della Società “ Fratellanza Operaia “ di cui era presidente Giovanni Giuliano, riportava il resoconto completo della cerimonia di inaugurazione della società del gruppo clerico-conservatore.
E’ un documento di parte, come è d’altronde la documentazione relativa all’inaugurazione di “Libertà e Lavoro”, ma i fatti non saranno mai smentiti, per cui si può ipotizzare un atteggiamento pregiudiziale di Bartolomeo Scorpio nei confronti della nascita di Fratellanza Operaia.
Le famiglie Giuliano e Del Vecchio, nell’inaugurare la “ propria” Società Operaia, avevano invitato ufficialmente i soci della Società Libertà e Lavoro di Bartolomeo Scorpio, invito giunto il 21 giugno 1882, più di dieci giorni prima dell’inaugurazione. La risposta di Scorpio fu negativa, preoccupato che la Società Fratellanza Operaia potesse sottrarre soci a Libertà e Lavoro. Il presidente di Libertà e Lavoro rimarcava, in particolare, ciò che era stato verbalizzato in occasione del Consiglio Direttivo del 7 aprile 1882: “ essendo l’altra (Fratellanza Operaia) sorta per combattere la nostra non è lecito far due parti in commedia, né essere fedele a due bandiere sorte in opposizione, la nostra per sollevare il popolo, l’altra per abbatterlo e vincerlo”.
Fu presa, pertanto, la decisione poco corretta di boicottare l’inaugurazione di Fratellanza Operaia, prevista per il 2 luglio 1882, tramite l’organizzazione di una “scampagnata sociale “ nel vicino comune di Petrulo, dove Scorpio mise a disposizione di tutti i partecipanti ben cinque barili di vino.”
L’atteggiamento di Scorpio provocò una reazione del gruppo conservatore di Pignataro, che si appellò a gruppi moderati della provincia, riuscendo così a garantire la presenza di circa 600 persone all’inaugurazione di “ Fratellanza Operaia”, con la partecipazione del deputato Francesco De Renzis.
In tale contesto l’opuscolo riporta delle accuse mirate a Bartolomeo Scorpio, mai smentite, né da lui mai contro argomentate. La figura di Scorpio ne usciva alquanto malconcia in quanti lo si accusava di essere solo un demagogo, che utilizzava la sua Società Operaia non solo per le sue ambizioni di far carriera politica, ma si evidenziava altresì che lo Scorpio, mentre attaccava l’ambiente clericale, in segreto raccomandava ai Soci di Libertà e Lavoro di partecipare a tutte le funzioni religiose.
Nel merito Scorpio fu esplicitamente accusato di imporre ai soci di Libertà e Lavoro la recita del Rosario nel corso di ciascun accompagnamento funebre, come anche di far benedire la bandiera della “ sua “ Società Operaia” durante ogni processione del Corpus Domini. Per gli avversari di “ Fratellanza Operaia”, Scorpio si mostrava quale un uomo scaltro ed incoerente, in quanto, ben consapevole della fedeltà del popolo alla Chiesa, alle sue cerimonie, ai suoi riti e ai suoi Santi, utilizzava il suo giornale per attaccare i clericali solo per far bella mostra di sé nei riguardi dei suoi colleghi della democrazia radicale, ma operava nei fatti in maniera ben diversa.
L’opuscolo riporta anche il discorso dell’allora neopresidente di Fratellanza Operaia, Giovanni Giuliano, il quale pronunciava in maniera appassionata un discorso con citazione di Spartaco, Washington, Mazzini, Hugo.
Tale discorso si mostrava in sintonia con lo spirito dei valori fondanti delle varie Società operaie di Terra di Lavoro, sia di indirizzo democratico radicale che di ispirazione liberale.
Nelle elezioni del 24 luglio 1882, le due fazioni, facenti riferimento alle Società Operaie “Lavoro e Libertà” e “ Fratellanza Operaia” si contesero il consenso elettorale con una dura campagna elettorale, che ebbe il suo prosieguo anche dopo le elezioni.
In occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale del 24 luglio 1882, si presentarono due liste : “Libertà e Lavoro” del gruppo di Bartolomeo Scorpio e “Fratellanza Operaia” del gruppo delle famiglie Giuliano- Del Vecchio.
I rapporti conflittuali tra le due Società esplosero proprio in occasione del rinnovo del Consiglio Comunale del 24 luglio: mentre la funzione di Libertà e Lavoro si esplicava, a dire di Scorpio, soprattutto per una gestione diversa del potere e una democratizzazione della vita sociale con l’intento scritto di “ fare guerra al privilegio, alla corruzione e al parassitismo, come anche di favorire “ la trasformazione tributaria a sollievo dei poveri, la redenzione dei disoccupati, soddisfazione alle giustizie sociali”, la posizione di Fratellanza Operaia era solo di ostacolare con qualsiasi mezzo “Libertà e Lavoro”.
Tuttavia l’obiettivo comune delle due società era il controllo del consenso, perseguito proprio con nuovi strumenti di lotta, come le Società di Mutuo Soccorso. Inizialmente vi fu il “ tradimento” del socio di “ Libertà e Lavoro” Crescenzo Rotoli, il quale, come riporta “Lo Spartaco” del 13 agosto 1882, “ presasi la lista dei candidati e conosciute le intenzioni e i piani della Società, vendé il tutto alla parte avversa e votò contro la lista sociale”, convincendo anche due compagni ad agire in ugual maniera”. Con l’espulsione di Crescenzo Rotoli, iniziava il clima di esasperazione che avrebbe caratterizzato le turbolenti elezioni amministrative del luglio 1882.
Si prospettava per Bartolomeo Scorpio una vittoria, ma i candidati di Fratellanza Operaia riuscirono a spaventare gli elettori.
Il vescovo dell’epoca Giordano acconsentì a che lo stesso parroco e alcuni suoi emissari andassero casa per casa per minacciare di scomunica chiunque votasse la lista della Società Operaia” Libertà e Lavoro”.
Come fa notare Maria Vittoria Ferraro, ” la parola scomunica ebbe il potere di creare, nell’animo della maggior parte della popolazione, avente diritto al voto, paura e sgomento ”
Nelle elezioni del 24 luglio 1882, 97 voti erano ottenuti dal partito di Scorpio, con la conquista di 3 seggi, mentre gli avversari ottennero 107 voti e 5 seggi.
Dopo tale risultato, i due gruppi si fronteggiarono duramente e la lotta per il potere municipale assunse una questione di ordine pubblico .
Nell’estate del 1882 fu inviato a Pignataro il prefetto della polizia di Teano al fine di coordinare le azioni delle forze dell’ordine, in quanto gli episodi di violenza erano diventati innumerevoli, come riporta il giornale lo “Spartaco” nella pubblicazione del 13 agosto 1882.
Essendo Scorpio un personaggio politico provinciale, gli episodi di tumulto e di violenza varcarono i confini di Pignataro, anche dopo l’intervento del vescovo di Calvi Giordano, che, quale primo atto, scomunicò il giornale di Scorpio “ Lo Spartaco “ per aver dato ampio risalto alle vicende pignataresi, e diffidando tutti i buoni cattolici dal leggerlo. I gravi tumulti sono riportati in una lettera aperta che Bartolomeo Scorpio indirizzò al Prefetto di Caserta Agostino Soragni. L’elenco e le modalità degli incidenti riportati è di parte, ma ci consente di aver un quadro preciso di quanto stava succedendo .
Il presidente dei muratori della Società Libertà e Lavoro,Francesco Simeone, era stato preso a schiaffi nella centrale via Caffé dal nipote di Giuliano, Alfonso Natale, attivista di Fratellanza Operaia. Erano stati insultati pubblicamente il presidente dei Falegnami e quello dei Fabbri della Società Libertà e Lavoro, insieme al cassiere e la stessa sorte era toccata in una bettola al gestore. Inoltre Il socio Felice Rotoli aveva aggredito nella farmacia Bonacci il segretario comunale Vetromile, parente dei Giuliano.
Ne era seguita un’adunanza in casa Giuliano e la risposta non si era fatta attendere.
Poco dopo, in via Oliveto il vicepresidente di “Libertà e Lavoro” Antonio Palumbo e l’avvocato Salvatore De Vita venivano aggrediti a loro volta, e il primo era ferito a bastonate. Solo a stento, secondo Scorpio, il consiglio direttivo della Società Operaia riusciva a trattenere una folla di soci armati e decisi a fare giustizia da sé”
Anche se tali eventi furono troppo enfatizzati e amplificati dal giornale di Scorpio, essi sono attestati anche dal verbale del consiglio direttivo della società operaia “Libertà e Lavoro” del 7 agosto 1882, che tiene a precisare che la suddetta aggressione al segretario comunale Antonio Vetromile non fu un atto premeditato, ma di un modo di preservare il buon nome della Società operaia con le seguenti parole:
“ In questo punto entra il socio Felice Rotoli fu Filippo armato di bastone e dichiara di aver ferito il segretario comunale Antonio Vetromile nonché altri accorsi perché sparlavano della Società. Succede quindi un tumulto indescrivibile e la seduta è sciolta. “
Nella seduta successiva del consiglio direttivo, datata 24 agosto, il consiglio direttivo deliberava che “al socio Rotoli Felice, fuggiasco per il ferimento, si dessero tre lire per ora, lo si raccomanderà a tutti i soci perché l’assistessero e lo proteggessero.” Parimenti il consiglio direttivo ribadiva che “ intanto per far vedere alle autorità che non approva la condotta del Rotoli, loro si notificherà che il Rotoli è stato espulso; ma tutto ciò fittiziamente”. Dalla parte avversaria si rispondeva con il definire la società operaia “Libertà e Lavoro” “ ribelle” e “ atea”, con la consapevolezza che ciò avrebbe provocato un duro colpo ai Soci della Società Operaia di Scorpio, e, come riporta il numero dello Spartaco del 16 ottobre 1882, a tutti i soci della società fu negato il sacramento della confessione. Inoltre, lo stesso Spartaco del 13 agosto riportava l’episodio di Lorenzo Palmesano, “ massaro” e quindi appartenente ad una famiglia di proprietari terrieri il quale subì l’isolamento da parte della famiglia, in particolare dell’influente zio Giorgio Palmesano, dopo che lo stesso parroco lo aveva additato quale lettore del giornale “Spartaco”. Tale giornale, che si mostrò molto puntuale nel fornire notizie su tali mesi di duro scontro politico, aveva iniziato le pubblicazioni il 12 luglio 1882 sotto la direzione di Bartolomeo Scorpio, in seguito alla spaccatura avvenuta nella redazione del precedente giornale “La Civetta”. Alcuni redattori, fedeli alla linea politica della Sinistra Storica, avevano dato vita al settimanale “La Sinistra”, mentre gli elementi orientati più decisamente in senso democratico-radicale avevano fondato lo “Spartaco”, di cui Bartolomeo Scorpio fu direttore, con un linea editoriale critica nei confronti della stessa politica della Sinistra Storica.

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