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I primi anni delle lotte contadine in provincia di Caserta

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, con l’emanazione del decreto legislativo luogotenenziale 6 novembre 1945, n. 373, venne istituita la provincia di Caserta, secondo l’attuale configurazione, che comprende circa la metà dell’originaria provincia di Terra di Lavoro.
Il grande movimento di lotte contadine ebbe inizio in provincia di Caserta nel novembre del 1949, ma già nell’inverno del 1944 la cooperativa “ La terra” di Nocelleto di Carinola, non avendo avuto risposta ad una richiesta di concessione di terre incolte, il 18 febbraio 1945 occupava 1000 moggi di terreno. La commissione di Napoli si vedeva, pertanto, costretta a concedere i primi ettari di terreno alla Cooperativa di Nocelleto e tale concessione fu festeggiata dalla Federterra il primo maggio con tutta la popolazione. Ricorda Libero Graziadei, figlio di Corrado, che “ i contadini, guidati dal compagno Sciorio, organizzarono un grande corteo con alla testa la bandiera rossa e il crocifisso”. Memorabile fu altresì il comizio che in quella occasione Corrado Graziadei tenne insieme a Lombardo Gori e Paolo Fissore.
Dopo Nocelleto le proteste si estesero a Villa Literno, ove era attiva la cooperativa “l’Agricola” che si fece promotrice dell’occupazione della tenuta di “Torre del Monaco”e della tenuta di Gargiulo. Ciò diede coraggio alle sezioni della Federterra le quali, secondo un’inchiesta del 15 novembre del 1946, avevano raggiunto il numero di ben 41 sezioni, tra cui annoveriamo quella di Calvi Risorta con 86 iscritti, di Pignataro Maggiore con 121, di Nocelleto con ben 272 iscritti, di Teano con 129, di Falciano di Carinola con ben 170 iscritti, di Vitulazio con 80 iscritti, di Santa Maria C. V. con un migliaio di iscritti.
Da allora le lotte gradualmente si diffusero e le manifestazioni diventano man mano imponenti. Il 16 maggio 1947 si poté festeggiare “ La giornata del contadino” con diecimila contadini che manifestarono a Caserta e in centri minori quali Grazzanise, Pignataro Maggiore e Teano, con interventi rispettivamente di Graziadei, Ferrante e Picardi.
I tempi si mostravano maturi per la grande occupazione delle terre incolte del 22 novembre 1949, che fu preparata nei minimi dettagli con tanti attivisti che agirono in maniera sinergica. In effetti, dopo il fallimento delle trattative fra proprietari di aziende agricole e rappresentanti delle Cooperative dei contadini per la concessione di terreni destinati al pascolo bufalino, iniziava in Provincia di Caserta, non più Terra di Lavoro, il grande movimento di occupazione delle terre. Tale momento iniziale ebbe luogo, quindi, il 22 novembre 1949 con una colonna di 2000 braccianti, guidati da Corrado Graziadei, Salvatore Pellegrino, Carlo Fruttaldo e Salvatore Cangiano, che occuparono 5 tenute in agro di Carinola, specificamente in tenuta Fruscara e in Tenuta Marra, scacciando i guardiani ed innalzando bandiere quale segno di occupazione e decidendo di fare a turno a numero di venti unità, per proteggere le zone occupate. I carabinieri riuscirono a far sgombrare i terreni occupati, ma ci furono frenetiche riunioni nella Camera di Lavoro di Sparanise e di Sant’Andrea del Pizzone da parte dei capi del movimento, Corrado Graziadei, Francesco Lugnano, Antonio Romeo e Nicola Zona. Non erano presenti, in quanto tratti in arresto, Libero Graziadei, Salvatore Barbieri, Ferdinando D’Amico, Carlo Fruttaldo e Carlo Fruttaldo. Il 24 e 25 novembre fu invasa Tenuta Spinelli in Santa Maria La Fossa da parte di centinaia di braccianti guidati dallo stesso Giuseppe Capobianco, nonché la tenuta di S.Vito in Sessa Aurunca, protagonisti un migliaio di contadini che furono dispersi dalla compagnia dei carabinieri di Capua. Il 28 novembre fu la volta di Vitulazio, l’ex Vitulaccio, ove fu invasa la tenuta Pontoni da un migliaio di contadini, capeggiati da Eugenio Tartaglione, Gaetano Ianniello e Antonio De Lucia. Il 29 fu invasa di nuovo la Tenuta Stabile di Santa Maria La fossa, con un migliaio di contadini capeggiati da Carlo Vassallo e Vincenzo Orabona. Ovviamente vi furono tante persone denunciate, non solo tra i capi del movimento contadino per l’occupazione delle terre. Il 30 novembre l’occupazione si estese a Capua nella Tenuta Marra con la partecipazione di 500 contadini. La tenuta Limata di Carinola fu nuovamente occupata il 3 dicembre 1949 e in tale occasione fu denunciato ed arrestato lo stesso Giuseppe Capobianco con verbale del 3/12/1949. Il giorno 6 dicembre 1949 300 contadini occuparono le tenute Marra e Ferrata, mentre il 17 dicembre il movimento di occupazione si estendeva a Baia e Latina.
In relazione a tutte queste occupazioni del 1949 furono istituiti 12 procedimenti giudiziari e tratti in giudizio 77 imputati con in prima linea i capi, Corrado Graziadei e suo figlio Libero, Mario Pignataro, dirigente della Camera di Lavoro di Caserta, Gaetano Volpe, segretario del CdL di Capua, Antonio Romeo, Nicola Zona, Francesco Lugnano, Carlo Vassallo, Giuseppe Capobianco, ma tanti contadini che non avevano alcun incarico. A Corrado Graziadei , Francesco Lugnano, Antonio Romeo fu addebitato anche il fatto di aver tenuto discorsi nelle Camere del Lavoro di Sparanise e Sant’Andrea Del Pizzone.
Riguardo a tale stagione di lotte Giuseppe Capobianco ebbe a scrivere :
“Ogni giorno si formavano sette colonne di lavoratori: dal Casertano che puntava sul Demanio di Calvi dove confluiva un’altra colonna proveniente da Sparanise-Calvi- S’Andrea del Pizzone; due colonne si formavano nella zona aversana ed occupavano le terre a sud del Volturno, mentre quelle della frazione di Carinola, casale di Nocelleto e Falciano, occupavano le terre a sud del Volturno. Le popolazioni della zona aversana occupavano le terre a sud del Volturno, mentre quelle delle frazioni di Carinola invadevano le terre a nord del Volturno. Nella piana del Sessano gli occupanti provenivano da tre diversi punti in cui confluivano Carano, Cellole, Fasani, le frazioni delle Torraglie.
Un popolo di contadini che si muovono guidati da uomini in cui credevano, credibili negli anni fino ad ottenere una legge molto importante: La legge stralcio del 1950 che conteneva norme per l’espropriazione, bonifica, trasformazione ed assegnazione dei terreni ai contadini e prevedeva l’esproprio di una quota di possesso superiore ai 750 ettari per i comuni di Cancello e Arnone, Capua, Castel Volturno, Grazzanise, S.Maria La Fossa, Villa Literno, Vitualzio, Carinola, Francolise , Mondragone e Sessa Aurunca.”

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