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La scelta di vivere al di là della grata

A 31 anni Francesca ha scelto di vivere il resto della sua vita al di là della grata del monastero di clausura delle suore Domenicane.
Seduta dietro la grata, il velo le nasconde la testa, i capelli e le orecchie. Osserviamo il suo volto incorniciato e ci colpisce subito la sua pelle rosea e luminosa, i suoi grandi occhi che non tradiscono la giovane età di una donna che ha deciso di dedicare la sua esistenza a seguire, nel silenzio della preghiera, le orme di Cristo.
Fissiamo con lo sguardo suor Maria Caterina, il nome che ha scelto dopo sette anni di duro percorso sino al momento dei Santi voti di castità, povertà, silenzio e obbedienza, incuriositi nell’ ascoltare la sua storia: all’eta di 24 anni, dopo una drammatica caduta da cavallo, la scelta di dire un “SI” per sempre ed entrare nella dimora di Dio per eccellenza, un monastero di clausura. E’ qui, infatti, nel distacco e nell’assenza di ogni tentazione mondana, che deve avvenire l’unione totale tra Dio e la suora che, tramite la scelta della clausura, dedica completamente al Signore la propria vita. Come le altre sei sorelle, Suor Maria Caterina ha la sua stanza o “cella”, ma anche spazi comunitari con le altre sorelle dove si mangia, si lavora e si prega insieme.
Nel piccolo parlatorio del Monastero dove ad aprirci è suor Domenica, ci ritroviamo davanti ad una grata e lei “ La Francesca disobbediente” di ieri, oggi suor Maria Caterina dolce ed umile, oltre la grata, che ci parla con un accento velatamente sardo in maniera estremamente pacata:

“Ero una ragazza che facevo disperare i miei genitori perche’ disobbediente.
“Amavo il cavallo e contro la volontà dei miei genitori, decisi di vivere lontana da casa, facendo piccoli lavori nel maneggio pur di mantenermi e frequentare la scuola di equitazione. Mentre io vivevo una vita mia i miei genitori mi cercavano e mi chiamavano, ma soprattutto non smettevano mai di pregare per me, insieme a Laura, il mio “Angelo “ che mediava con Dio affinché io ritrovassi la strada dell’Amore e della serenità.
Una caduta da cavallo, all’età di 24 anni, mi portò vicino alla morte, e fu allora che il mio “Angelo” ed i i miei genitori mi furono molto vicino e visitai per la prima volta la Madonna di Medjugorje, di cui fino a quell’età non avevo mai avuto nemmeno il minimo sentore. In tal modo mi illuminò la Fede, e si mostra difficile descrivere a parole la sensazione di gioia che ebbi nella mia seconda visita alla Madonna di Medjugorie. La risposta è semplicemente quì davanti a voi, oltre questa grata che non mi divide dal mondo, ma che mi unisce ad esso tramite la preghiera quotidiana e il lavoro. Quest’ultimo ci dà sostentamento sia nei servizi di casa che di orto, come anche per le come attività di realizzazione di corone del rosario, traduzioni di testi, non escluse altre mansioni quali la pittura, il ricamo, le bomboniere e altre forme di artigianato. Non posso che ringraziare in maniera particolare la Divina Provvidenza che spesso manda a noi doni attraverso voi benefattori…

Con immenso interesse abbiamo ascoltato il lungo racconto della vita di Francesca, di cui abbiamo riportato quei momenti che l’hanno condotta ad una scelta alternativa a quella di dedicarsi ad una vita di volontariato a cielo aperto per i più deboli ed emarginati, come aveva pensato in un primo momento. E’ prevalsa la scelta della preghiera e del Santo Rosario in clausura, un desiderio tanto forte da condurre Francesca alla ricerca e alla scoperta di un mondo affascinante e misterioso tramite un continuo dialogo con Dio, trascorrendo la maggior parte del tempo in silenzio e nella solitudine.

La grata che ci divide da queste donne coraggiose consente, infatti, di aprirsi totalmente al mondo grazie alla loro fede in Gesù Cristo.
La loro testimonianza di vita, tra preghiera, lavoro, riposo e suono della campana, da sempre assume un profondo significato che non può non destare un doveroso rispetto anche da parte di chi non crede.
Nel mondo d’oggi ci sono tante persone come La “Francesca disobbediente” e pochissime persone come la nostra “suor Maria Caterina”.
Tale testimonianza ci porta non solo a soddisfare la semplice curiosità di conoscere com’è la vita oltre la grata, ma soprattutto ad una profonda riflessione e consapevolezza di cosa c’è oggi dentro il cuore nobile di Francesca.

Carlo Scialdone

© Riproduzione riservata

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1 comment for “La scelta di vivere al di là della grata

  1. Kosala
    10 Aprile 2019 at 11:48

    How long sister Maria been at the the convent? Very interesting story.

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