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La Passione di Gesù nella poesia di Giuseppe Rotoli

La seconda sezione del testo “Porta Luce il dolore” di Giuseppe Rotoli è dedicata alle quattordici tappe della “ Via Crucis “ di Gesù, condannato dal “ niente” della nostra umanità.
Il terrificante messaggio di angoscia si apre con il monito di T.S. Eliot del Mercoledì delle Ceneri per comunicare con il dono della poesia l’intero percorso di sofferenza di Gesù. Dopo la condanna a morte da parte di “ un niente che siamo” che ha deciso l’uccisione del Maestro, la Croce si illude di “ sconquassare le ossa”, di affossare il corpo di Gesù, di farlo cadere, ma non sa chi è Lui, anche se l’umanità del poeta ne percepisce tutto il carico di dolore, di angoscia nelle varie tappe di una Via Crucis che racchiude “ un vasto campionario di secoli imperfetti dove la mappa umana ha lasciato bestemmia e oltraggio” . E’ pur vero che la prima caduta di Gesù “ ci atterrisce, ci spaura”, ma già l’incontro con la Madre, con la sua “ quiete dolorosa” e poi l’innocenza del Cireneo, la pietà della Veronica rendono meno sofferente la seconda caduta. Segue l’ammonizione alle donne di Gerusalemme, la terza caduta, l’umiliazione della spoliazione a cui si sottopone un Dio che non “ vuole abitare lontano dall’uomo”, ma condividerne fino in fondo la sua condizione. E poi i chiodi, i privilegiati chiodi che sembrano essere ben coscienti di godere di quel privilegio e “ fanno festa” mentre trafiggono le carne di Gesù, il figlio di Dio, Dio stesso che nella sua “ follia saggia “ ha deciso di condividere la condizione umana fino all’inaccettabile, all’incredibile, allo sconforto dei Giusti e dell’ipocrisia dei Potenti, dei Falsi, degli Ingiusti, dei Maligni. Tuttavia i Giusti di allora, di oggi e di sempre hanno visto giusto perché “ dentro il sepolcri prepari la festa del sole, la tempesta della luce”, quella Resurrezione che ci fa comprendere che il dolore porta Luce, “ porta luce il dolore”.
Come ha evidenziato in maniera profonda il poeta Giovanni Nacca nella postfazione alla raccolta, “ dolore e catarsi, dolore e luce sono le coordinate lungo le quali si muove l’esperienza poetica di Rotoli”, seguendo il percorso poetico di quelli che sono stati i poeti più rappresentativi di tale tematica, da Rebora a Ungaretti, da Valeri a Montale, da Luzi a Turoldo, poeti non solo religiosi, ma anche rappresentanti della cultura laica, di cui citiamo alcuni contemporanei poeti italiani, da Pozzi ad Anedda, da Milo De Angelis a Giovanni Raboni, dalla Rosaldini alla Alziati.

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