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Antonio Iannotta, un concittadino dimenticato – Medaglia d’oro della resistenza

Volevamo tracciare un dovuto e meritorio profilo di tale valorosissimo concittadino ed abbiamo rivolto vive premure all’Associazione Nazionale Partigiani affinché ci aiutasse in una corretta ed ampia ricerca ma, purtroppo, non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Ci accingiamo, quindi, a riaccenderne la memoria attingendo a scarse notizie ottenute dai familiari e dai concittadini.
Era nato a Pignataro Maggiore il 6/6/1907 da Vincenzo e Tommasina Borrelli. Completò i suoi studi all’università di Perugina laureandosi in scienze politiche e sociali. Partecipò alla seconda guerra mondiale quale ufficiale di complemento con il grado di capitano di artiglieria.
Come tanti italiani chiamati a combattere una guerra non voluta, ne condivisa, non mancò ai propri doveri verso la Patria, governata da un regime verso il quale non doveva certamente nutrire molta simpatia. Dopo l’8 settembre 1943, con lo sfacelo dell’intera nazione, lasciata alla mercé dell’occupazione e della rappresaglia nazista, esplose l’animo di italianità e di amore per il suolo patrio offeso. Entrò nella lotta clandestina dell’Italia centrale militando tra i partigiani di cui fu uno dei capi. In tale nuova veste ebbe notevole considerazione e stima per le sue capacità di combattente, di impareggiabile organizzatore della lotta clandestina. Le fogne di Roma furono per molto tempo la sua dimora per sfuggire alla ricerca delle forze occupanti per le quali rappresentava un ricercato importante e temuto.
Non a caso, quindi, tra le motivazioni relative alla concessione della medaglia d’oro leggiamo: ”RICERCATISSIMO DAL NEMICO, CHE NE TEMEVA CAPACITA’ ED ARDIRE, VIVENDO PER MESI TRA FUCILAZIONI ED ARRESTI, SPREZZANTE DI OGNI PERICOLO, PRESENTE IN OGNI RISCHIO ED IN OGNI INCITAMENTO HA DATO ALLA PATRIA CON L’ESEMPIO E L’AZIONE, GRANDISSIMO APPORTO DI EROICHE E MEMORABILI GESTA.”.
Sarebbe stato utile ed interessante conoscere le gesta e le operazioni cui partecipò e che diedero luogo alle motivazioni di riconoscimento della medaglia d’oro e ci rincresce non essere riusciti nell’intento.
Siamo, comunque, felici di aver almeno ricordato alle nuove generazioni la degna figura di un figlio di pignataresi e delle sue terre. È poco quanto abbiamo raccolto ma è abbastanza quanto sappiamo per ricavare e porre nel meritato risalto la figura di un uomo dotato di sani principi, di umanità e di amor patrio.
Antonio Iannotta non fu solo un combattente valoroso della seconda guerra mondiale, Non fu solo un combattente volontario della guerra di Spagna. Fu anche e prima di ogni cosa un cattolico ed un benefattore dai nobili sentimenti e di grande umanità.
Noi stessi, ragazzi, nel periodo che fu del dopoguerra, della ricostruzione, ed ancora più tardi, ricordiamo una figura alta e distinta, all’ingresso del palazzo di proprietà di via Vittorio Veneto, intento a distribuire cospicue manciate di soldi a nugoli di gente bisognosa.
Quando all’ingresso predetto si formava una folla di persone, tutti sapevano che stava per arrivare o era arrivato da Roma il comm. Antonio Iannotta e che ci sarebbe stata una distribuzione di soldi e con essi una bella e buona giornata per i poveri del paese.
Con il dopoguerra non terminò certamente l’opera del Iannotta, fu l’unico referente in Italia del “PIANO MARSHAL” americano con “ORGANIZZAZIONE EPOCA”. Moderni camioncini, attrezzati con apparecchiature cine-fotografiche girarono per diversi anni l’Italia, fin nei paesi più sperduti per far conoscere le distruzioni della guerra, la ricostruzione e l’aiuto americano per la rinascita del Paese.
Tanti capo-famiglia pignataresi lavorarono per questa organizzazione, con ottima retribuzione, sollevando tanta gente dalla disoccupazione post-bellica e dalla miseria.
Sappiamo, ancora, che fu giornalista de “Il Messaggero” e del “XX Secolo”.
Fu importante figura nazionale del partito liberale italiano ed in tale veste candidato, sfortunato, per l’elezione alla Camera. Sfortunato e forse deluso dai suoi stessi concittadini che tanto aveva amato e tanto aveva aiutato.
Moriva prematuramente ed improvvisamente a Roma il 22 Marzo 1958 a soli 51 anni.
La strada della scuola media di questa cittadina porta a ricordo il suo nome: via Medaglia d’oro Antonio Iannotta.
Noi, attraverso questo sito su Pignataro, abbiamo solo definito dei tratti dell’uomo che fu medaglia d’oro della resistenza, attendiamo che vangano ampliati, meglio stesi e completati con l’apporto di chi lo conobbe o di coloro che possono accedere a documenti che lo riguardano.
Ci permettiamo, comunque, lanciare un’ulteriore idea per ravvivarne il ricordo sperando sia accolta.
L’idea che negli uffici comunali, ed in particolare nell’ufficio del sindaco, ad orgoglio del paese, sia esposta alle pareti una foto del Iannotta con la scritta:

Antonio Iannotta
nato a Pignataro Maggiore il 6/6/1907
MEDAGLIA D’ORO DELLA RESITENZA

Sarebbe oltremodo doveroso e fulgido esempio per le future generazioni.

Vittorio Ricciardi

© Riproduzione riservata

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1 comment for “Antonio Iannotta, un concittadino dimenticato – Medaglia d’oro della resistenza

  1. Pietro Ricciardi
    28 settembre 2002 at 11:26

    Siamo felici di ospitare, tra le altre, informazioni che riguardano nostri illustri concittadini.
    Inviataimo chiunque abbia informazioni che riguardassero il comm. Antonio Iannotta di farceli pervenire all’indirizzo e-mail cdpignataro@comunedipignataro.it.
    Nel caso abbiate, invece, informazioni utili a poter tracciare il profilo di altri eminenti pignataresi, vi invitiamo a redigere voi stessi un articolo o a farci pervenire quanto necessario perchè possiamo provvedere noi.

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