CdP

FRANCESCO TOMMASIELLO – VESCOVO di TEANO-CALVI (22.06.1934 – 25.10.2005)

Nato a Solopaca (Benevento), Diocesi di Cerreto Sannita – Telese – Sant’ Agata De’ Goti, il 22 giugno 1934, Francesco Tommasiello era figlio unico di genitori molto cristiani. Il papà era originario di Solopaca e la madre di Frasso Telesino.
Vissuto in un ambiente di natura contadina, semplice ed umile, ma di grandi valori morali, monsignor Tommasiello scoprì sin da ragazzo la chiamata alla vita sacerdotale, rispondendovi mentre compiva gli studi di scuola superiore presso il seminario vescovile di Cerreto Sannita.
Completato l’iter degli studi, la vocazione esplose con l’ordinazione sacerdote nel Duomo di Cerreto Sannita il 15 agosto 1959.
Pochi mesi dopo, nel 1960, giovanissimo, fu nominato parroco di Cusano Mutri, dove venne incaricato per la parrocchia dei santi apostoli Pietro e Paolo, in cui esercitò il presbiterio per ben undici anni.
Fu poi chiamato all’insegnamento della Religione in Cerreto Sannita, dapprima al seminario vescovile e poi al famoso liceo classico “Luigi Sodo”.
Durante gli anni settanta fu incaricato di Teologia e poi nominato Rettore del seminario vescovile di Cerreto Sannita, che lo aveva visto semplice seminarista. Solo qualche anno dopo, fu nominato Vicario Generale della diocesi di Cerreto Sannita – Telese – Sant’ Agata De’ Goti.
Per l’ affidamento della prestigiosa guida del Seminario di Cerreto e l’instancabile apostolato come Vicario diocesano, dal Pontefice Giovanni Paolo II, fu eletto Vescovo alla sede diocesana di Teano – Calvi il 15 luglio 1989, per cui venne ordinato vescovo il 7 ottobre 1989.
Durante il vescovado, chiamato dal cardinale di Napoli, Michele Giordano, nella Conferenza Episcopale Campana, monsignor Tommasiello fu componente della Commissione Famiglia fino alla morte, avvenuta nel policlinico di San Matteo in Roma il 25.10.2005-.
La solenne cerimonia funebre fu celebrata in Teano il 27 ottobre 2005 e il Cardinale Giordano fu chiamato a presiedere la concelebrazione eucaristica dei funerali di monsignor Francesco Tommasiello, ai quali parteciparono quasi tutti i Vescovi della Campania ed anche il Nunzio Apostolico in Italia, monsignor Paolo Romeo, per un totale di circa 150 sacerdoti concelebranti, al cospetto di oltre 2000 fedeli, tra cui il ministro delle Comunicazioni on. Mario Landolfi. Infine, l’ultimo atto del passaggio terreno di “don Francesco” è stata una cripta della Cattedrale di Teano che oggi custodisce le sue spoglie mortali.
Particolarmente legato a Cerreto Sannita e alla sua terra natia di Solopaca, non ha mai interrotto i rapporti con la sua gente, nemmeno dopo la morte di entrambi i genitori. Un amore testimoniato dal fatto che volle farsi consacrare vescovo nella cattedrale di Cerreto.
Persona affabile e popolare non gli è mai mancato l’affetto dei fedeli e dei laici. Per sedici anni alla guida della sede episcopale di Teano e Calvi, tra le più antiche della Regione Campania, monsignor Tommasiello ha rappresentato un punto di riferimento spirituale, religioso, morale e sociale dell’intero territorio dell’Alto Casertano. Ha vissuto da povero ed è morto povero, con il pensiero sempre rivolto a Dio e alla sua comunità diocesana.
Il suo vescovado è stato illuminato da grandi omelie ma anche da una moltitudine di opere cristiane. L’istituzione della mensa per gli extracomunitari in piazza Garibaldi in Pignataro Maggiore resta il suo testamento spirituale prim’ancora dell’istituzione del nuovo Piano Pastorale diocesano dell’anno 2000, dove aveva disegnato la Chiesa di Teano-Calvi del Terzo Millennio.
Vicino ai poveri e ai diseredati, si era spogliato di tutti i suoi averi per donarli a padre Angelo di Sparanise nel Burundi. Aveva speso tutte le sue energie per la difesa sociale e politica del suo popolo di fedeli: la ricostruzione dell’Ospedale di Teano era divenuta una sua personale battaglia, la lotta contro le camorre e le ecomafie aveva portato il Vescovo a marciare davanti a tutti contro gli ecomostri della centrale termoelettrica e della piattaforma industriale per i rifiuti tossici e nocivi, così come aveva fatto nel 1995 quando in testa alla popolazione di Pignataro scese sulla Casilina per combattere l’insediamento della Q-8 e del Polo Petrolchimico campano.
Per questo sua testimonianza, ricevette la cittadinanza onoraria del Comune di Pignataro Maggiore ed onorò il suo impegno fino agli ultimi giorni di vita, sostenendo la battaglia popolare contro l’insediamento della piattaforma per i rifiuti industriali tossici e nocivi con un toccante discorso telefonico al popolo dell’Agro Caleno il 24 settembre 2005, durante una manifestazione di lotta, con parole dolci e dure, di speranza, di coraggio e di condanna. Erano parole di un Sacerdote che prima di essere Padre e Pastore era stato sempre consapevole di essere l’unica Guida per le popolazioni della diocesi; parole di un Uomo mite e santo, nella gioia, nella sofferenza e nel dolore.

Ignazio Del Vecchio

© Riproduzione riservata

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *