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Non credo che la politica, quando è fatta con la giusta passione e con la serietà che un amministratore dovrebbe sempre declinare, possa concedersi periodi di vacanza. Ancor meno la missione primaria di un giornalista che, secondo lo stilema consumato e la consolidata tradizione, deve sempre chiedere, non deve mai ammainare la bandiera della domanda.
Insomma, pur trovandoci ad agosto, periodo che fa rima con ferie o almeno con una sospiratissima pausa vacanziera, mi sorgono dei dubbi, come accade a chiunque abbia la sfortuna di fare il mio mestiere, prendendolo sul serio. Da una parte leggo che tra i 35 politici che macchiano l'immagine del partito di Silvio Berlusconi c'è Mario Landolfi (sotto indagine per corruzione e truffa), dall'altra penso che i colonnelli di An si siano ben distanziati dal politico mondragonese per dare un chiaro segnale di discontinuità con il passato recente della destra casertana e nazionale.
Ma poi devo ricredermi, la vecchia guardia di Alleanza Nazionale si è presentata compatta a Orvieto a una convention utile solo a ribadire il concetto di un partito padronale (il Pdl) e di un ex schieramento (An) che oggi preme alle porte di Arcore per reclamare una cuccia più spaziosa di quella fino ad oggi concessa a Fabio Granata e a Gianfranco Fini. Facciamo due conti: fino a qualche tempo fa, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno e altri colonnelli ex An, ribadivano l'intenzione di marcare ancor più i solchi del territorio indipendentista della destra nazionale, seppur in seno alla grande coalizione di centrodestra.
Con Berlusconi, ma fino a un certo punto, sembravano gorgheggiare i tanti politici nazionali che a Pignataro hanno trovato voti e creduloni disposti ad accettare le promesse da marinaio di questi capitani di ventura. E' bastata la svolta storica di Fini per mettere in crisi, non solo il centrodestra nazionale, ma anche la politica locale che crede sempre di essere immune, giustificata dalla logica della coalizione civica (no, cari amici della maggioranza, voi siete espressione locale del centrodestra anche adesso che somigliate a marinai senza nocchiere e senza rotta). Insomma, ci sono uomini ex An pronti a fregarsene delle promesse fatte negli scorsi anni, e ben contenti di confluire sic et simpliciter nel calderone di Berlusconi e Verdini, tradendo non solo Fini e i valori della destra, ma soprattutto l'elettorato.
Ma veniamo alle cose di casa nostra: qualche anno fa, precisamente nel 2000, mi trovai davanti a un palco dall'allestimento faraonico sul quale erano appollaiati come falchi in cerca di ristoro notturno, tutti i maggiorenti della destra campana, con Fini a fare da gran Visir per la candidatura alla Provincia di Giorgio Magliocca. Insomma, Magliocca aveva come cursore alla sua bella carriera politica, nientemeno che Gianfranco Fini. Poi, negli anni più recenti, ho assistito a cambi carsici, a percorsi poco politici e altrettanto poco chiari del sindaco di Pignataro. Dopo aver capito che con Fini non c'era molto da guadagnare (politicamente, s'intende…) il sindaco di Pignataro Maggiore cosa ha fatto? E' passato con Gianni Alemanno sindaco di Roma, tra i principali cospiratori contro la corrente finiana.
Magliocca, secondo molti, non avrebbe abbracciato il sindaco capitolino solo per questioni politiche, ma queste sono cose che poco interessano ai lettori. Oggi, tornando a quanto detto all'inizio di questo scritto, Alemanno ha messo in piedi una convention a Orvieto per dichiarare guerra a Fini e ai suoi scudieri. Insomma, il sindaco di Roma passa anima e core nel Pdl.
E Magliocca oggi cosa fa? Resta con Alemanno? Per quale ragione "politica"? Tradisce colui che gli aveva fatto da testimonial alla sua prima candidatura alla Provincia? E perché? Ribadisce al primo cittadino di Roma la sua fedeltà visto che lo stesso Magliocca lavora proprio in una municipalità dove il sindaco è Alemanno?
Quindi, Magliocca passa in toto con Verdini, Berlusconi, Bertolaso e Scajola? Coma mai, dopo le manifestazioni contro la camorra a Pignataro, Magliocca non abbraccia la politica finiana che ha chiesto di mettere alla porta i politici inquisiti e indagati (come Landolfi, tanto amico proprio del sindaco di Pignataro)? Insomma, il sindaco di Pignataro abbandona Fini, comportandosi come i redattori de Il Giornale che non fanno altro che attaccare il presidente della Camera.
A proposito di giornalisti: visto che Magliocca chiama tutti i cronisti chiacchieroni (una sorprendente similitudine con la terminologia usata dalla 'ndragheta per qualificare i giornalisti), considera anche i redattori del Giornale dei chiacchieroni? Credo di no, li riterrebbe tali solo se attaccassero tutti i giorni il sindaco Alemanno. Come ha sempre fatto, d'altronde, con i giornalisti casertani: nemici politici quando lo criticano, persone perbene quando ne scrivono lodi. Insomma, alla fine, Magliocca con quale parte politica del centrodestra starà da domani? E continuerà a definire chi scrive solo un chiacchierone?. Ci crede o lo dice solo perché non è riuscito mai a fare il giornalista (era uno dei suoi sogni più grandi, come ha dichiarato qualche anno fa in un'intervista)?
SALVATORE MINIERI
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