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Inizia, finalmente, a viaggiare su profili più elevati al discussione politica sulla candidatura di Magliocca al Governo Regionale.
Fa da volano alla discussione Bartolo Mercone cui replica il Prof. Ignazio Del Vecchio. Il primo intervento che registriamo è quello di Bartolo Mercone, esponente del gruppo di "Politica per Passione" e militante diessino, il quale, all'annuncio del placet per la candidatura di Magliocca da parte degli onorevoli Coronella e Landolfi commenta:
"Sola una domandina: ma Giorgio Magliocca ha cambiato corrente all’interno del suo partito?
Questo quesito perché sulla stampa locale si legge di altri candidati per le prossime regionali in quota alla destra sociale, vedi Polverino, solo per esempio.
Trovo abbastanza anomalo che un esponete autorevole di destra sociale si candidi alle regionali con la sponsorizzazione di Coronella e Landolfi, che appartengono invece alla corrente destra protagonista.
In ogni caso un in bocca al lupo per il nostro sindaco, con la convinzione, però, che le prossime elezioni provinciali, regionali e, infine, politiche, saranno molto avare di soddisfazioni per lui e per la sua parte politica. "
Fa eco a Bartolo Mercone, il prof. Ignazio Del Vecchio, memoria storica della politica locale ed avversario politico del giovane sindaco, sia alle scorse comunali, sia alle precedenti provinciali, che a sua volta commenta:
Trovo abbastanza interessante la domanda di Bartolo Mercone che, da "vecchia volpe" ,rilancia argomenti che sottendono altre scelte e altri orientamenti.
Giusta la domandina che poni, caro Bartolo. Destra Protagonista, da quando è nata, coltiva sempre la stessa strategia: indebolire gli avversari più temuti (Lombardi, mister diecimila alle regionali del 2000, e Polverino, mister seimila alle provinciali del 2000)) al fine di far emergere ed eleggere quelli che sono sotto la loro protezione (Gabriele Piatto, il vicepresidente dell'amministrazione provinciale e Franco Papa, uno degli uomini con più voti in assoluto nel mondragonese).
In questo caso, nonostante la candidatura di Giorgio Magliocca sia considerata di notevole "peso elettorale", così come è stata proposta dai deputati di Destra Protagonista (Coronella e Landolfi), contrasta pesantemente le indicazioni "casertane" di Destra Sociale che da tempo sostiene la SOLA candidatura di Angelo Polverino. Non a caso, nelle ultime tre settimane tutto il gruppo casertano al Comune del capoluogo si è schierato apertamente con Destra Sociale.
In questo impasto del momento, manca il peso della candidatura di Claudio Marone, medico maddalonese dei cinquemila voti del 1995, già rautiano, poi finiano e oggi non si sa di quale corrente.
Si dice che abbia minacciato di candidarsi in un altro partito (Forza Italia oppure UdC) nel caso non venga appoggiato dalla federazione di Caserta.
All'interno di Destra Sociale, in questo momento, tace il "vecio" di turno, quell'Antonio Mazzella che non si candiderà, aspirando a un posto certo in un collegio camerale tra due anni.
Mazzella, a Caserta e provincia, ha un suo personale seguito elettorale che si aggira su un migliaio di consensi ad personam.
Con Dario Mattucci, consigliere comunale, e Michele Martucci, presidente di circolo a S. Maria C.V. e assessore a Castel Volturno, entrambi residenti a Santa Maria Capua Vetere, sono, tutti e tre, una bella punta di diamante per Destra Sociale.
Insomma, Giorgio Magliocca se riuscisse a conquistare la simpatia e l'aiuto di una parte degli uomini che contano di Destra Sociale, con il seguito che ha totalizzato nelle nostre zone, può ambire alla preventivata seconda poltrona di consigliere regionale, perchè, con undici candidati e due voti di preferenze, le "accoppiate" sono di grande successo e spesso vincenti.
Se Destra Sociale fosse compatta sul duo Polverino-Magliocca, insieme a tutto il gruppo di Destra Sociale, può totalizzare oltre dodicimila voti, e battere prima Gabriele Piatto, che correrebbe da solo e si fermerebbe alla quota di Coronella del 2000 (undicimila voti circa), e poi Benedetto Lombardi, altro peones della politica regionale che nel 2000 azzeccò giusto la quota di diecimila preferenze.
Sulla compattezza di Destra Sociale, oggi, non si scommette manco un centesimo. Stando ai si dice, alcune rivalità "storiche" e certe promesse non mantenute sfaldano il gruppo.
Ma in politica non si deve mai dire "mai". Chissà, tutto è possibile. E, comunque, vinca sempre il migliore."
Pietro Ricciardi
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