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Individuazione di sette distretti idrografici che ridisegnano il sistema delle Autorita' di bacino italiane; principio del silenzio-rifiuto nelle procedure di impatto ambientale e rafforzamento della disciplina di informazione al pubblico nelle stesse procedure; riconoscimento del ruolo delle Province in materia di rifiuti. Queste alcune delle novita' introdotte nel Testo Unico dell'Ambiente approvato oggi, in seconda lettura, dal Consiglio dei ministri, che recepisce le ventuno condizioni e accoglie la maggior parte delle osservazioni poste dalle commissioni parlamentari. ''Questo provvedimento, che definisco un vero e proprio codice dell'ambiente e riordina tutta la normativa ambientale - ha detto il ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, Altero Matteoli - e' una riforma attesa da anni. Viene incontro alle aspettative dei cittadini e degli imprenditori che da tempo chiedono norme chiare, semplici e di facile applicazione''. Il testo ritornera' ora alle commissioni parlamentari, che hanno 20 giorni per esprimere il parere definitivo, per poi arrivare di nuovo in Consiglio dei ministri per l'approvazione finale. Il Testo unico riordina sei materie: le procedure di valutazione ambientale; la difesa del suolo; la tutela e la gestione delle acque; i rifiuti e le bonifiche; la tutela dell'aria; il danno ambientale.
Eccone, in sintesi, il contenuto : Difesa suolo, lotta alla desertificazione, tutela delle acque e gestione delle risorse idriche : Riordino e coordinamento delle disposizioni normative frammentate in una pluralita' di testi e interconnesse come la difesa del suolo, la tutela delle acque, la gestione delle risorse idriche. Tra le novita' l'istituzione di Autorita' di bacino distrettuali e la definizione dei distretti idrografici, l'individuazione del Piano di gestione come strumento di pianificazione, l'integrale recepimento della direttiva 2000/60/Ce in materia di acque, la riconferma del principio di pubblicita' delle acque. Rifiuti e bonifiche: Vengono riordinate e coordinate le disposizioni normative concernenti questi settori. Per le bonifiche vengono confermati sostanzialmente i parametri in vigore per la definizione di ''sito inquinato'' e per la successiva bonifica viene compiuta un'analisi del rischio, viene confermato anche il meccanismo dell'accordo di programma che ha dato buoni risultati prevede procedure piu' snelle e tempi piu' veloci nel pieno rispetto dell'ambiente. Vengono ridefinite le priorita' nella gestione dei rifiuti in conformita' con la normativa Ue e non viene introdotta alcuna norma contestata dall'Unione europea, ne' per le materie prime seconde, ne' per il principio di precauzione. Viene istituita inoltre un'Authority per acque e rifiuti, creando due sezioni al posto del vecchio Comitato di vigilanza sull'uso delle risorse idriche nel rispetto del principio di non creare nuovi organi. Tutela dell'Aria: Riordino e coordinamento di tutte le misure concernenti la prevenzione dell'inquinamento dell'aria; promozione del ricorso alle migliori tecniche disponibili; introduzione di una durata fissa per l'autorizzazione pari a 15 anni. L'apparato sanzionatorio non e' stato variato rispetto al passato in quanto la delega non prevedeva modifiche di questo capitolo. Danno ambientale: Viene definita la nozione di danno ambientale e una nuova disciplina in materia per conseguire l' effettivita' delle sanzioni amministrative e viene applicato il principio di chi inquina paga. Per accorciare i tempi del risarcimento del danno, ad oggi il Ministero ha incassato soltanto le somme derivanti da transazioni, e' prevista un' ordinanza-ingiunzione per il risarcimento del danno che dara' la possibilita' al ministero di incassare in modo certo e veloce le somme. Viene trasposta quasi integralmente la direttiva europea.
Via-Vas Ippc: Integrale recepimento di quattro direttive. Scansione puntuale dei procedimenti di Via per garantire il completamento di tutte le procedure in tempi certi. Anche per la Via ordinaria verra' esaminato il progetto preliminare. Definizione dei meccanismi di coordinamento tra Via e Vas e tra Via e Ippc. Introduzione di un sistema di controlli successivi. Accoglimento del principio del silenzio-rifiuto. Difesa suolo, lotta alla desertificazione, tutela delle acque e gestione delle risorse idriche: Riordino e coordinamento delle disposizioni normative frammentate in una pluralita' di testi e interconnesse come la difesa del suolo, la tutela delle acque, la gestione delle risorse idriche. Integrale recepimento della direttiva 2000/60/Ce in materia di acque che prevede l'istituzione di Autorita' di bacino distrettuali e la definizione dei distretti idrografici, che sono stati definiti in sette (Distretto del Nord est, che comprende i bacini dell'Adige e dell'Alto Adriatico; Distretto del Po, che segue la geografia dell'attuale Autorita' di bacino del Po, Distretto dell'Arno, che comprende il bacino dell'Arno, della Liguria, i bacini meridionali dell'Emilia e quelli settentrionali delle Marche; Distretto del Tevere, che include il bacino del Tevere, quelli delle Marche meridionali, dell'Umbria e dell'Abruzzo; Distretto Volturno-Liri-Garigliano, che include anche tutti i bacini dell'Italia meridionale; Distretto idrografico della Sicilia e Distretto idrografico della Sardegna). Individuazione del Piano di gestione come strumento di pianificazione, riconferma del principio di pubblicita' delle acque.
Danno ambientale: Viene definita la nozione di danno ambientale e una nuova disciplina in materia per conseguire l'effettivita' delle sanzioni amministrative e viene applicato il principio di chi inquina paga. Per accorciare i tempi del risarcimento del danno, ad oggi il Ministero ha incassato soltanto le somme derivanti da transazioni, e' prevista un' ordinanza-ingiunzione per il risarcimento del danno che dara' la possibilita' al ministero di incassare in modo certo e veloce le somme. Viene recepita quasi integralmente la direttiva europea. Il Testo unico sull'Ambiente - sottolinea una nota diffusa dal Ministero - e' un corpus normativo di piu' di 700 pagine che semplifica, razionalizza, coordina e rende piu' chiara la legislazione ambientale in sei settori chiave. Il provvedimento - conclude - recepisce otto direttive comunitarie ancora non entrate nella legislazione italiana nei settori oggetto della delega; accorpa le disposizioni concernenti settori omogenei di disciplina, in modo da ridurre le ripetizioni; abroga cinque leggi, dieci disposizioni di legge, due decreti legislativi, quattro D.P.R., tre D.p.c.m. ed otto decreti ministeriali, cui sono da aggiungere le disposizioni gia' abrogate e di cui viene confermata l'abrogazione da parte dei decreti delegati.
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