
A Natale siamo tutti più buoni
Data: Lunedì, 11 dicembre @ 22:45:30 CET dell'anno: 2006 Argomento: Editoriale
“Chi è troppo buono, vene scagnato ppe fesso”, mi dicevano e mi dicono i miei genitori. E sì, è proprio vero, succede così in ogni settore e categoria della vita pubblica e privata, come pure nel caso dell’allegra brigata che attornia Cuccaro & Company, a cui non si può proprio regalare nulla, perché troppo spesso scambiano la correttezza e la buona educazione per fessagine e peggio ancora.
D’altra parte, sono pure convinto che quest’anno Babbo Natale non mi porterà niente; infatti, guai a fare il cattivo sotto le feste. Ma ormai mi sono scocciato di comprare “La Nuova Gazzetta di Cuccaro”, pardon “La Nuova Gazzetta di Caserta”, per leggere le amenità più madornali del mondo, frutto di una fervida fantasia che ha qualcosa di veramente “stupefacente”.
Vabbé, “La Nuova Gazzetta di Caserta” non è e non sarà mai il “New York Times”, ma questo non significa che perlomeno non si debba tendere ad offrire ai propri lettori un servizio dai contenuti se non sufficientemente veri, almeno vicino a certe verità. Sul “New York Times”, il cronista Jayson Blair, che venne scoperto scrivere reportage, con tanto di minuziosi dettagli, completamente fasulli, dovette dimettersi. La stessa sorte toccò al direttore e al condirettore della testata giornalistica. La scarsa voglia di migliorarsi del foglio provinciale, invece, è dimostrata dalla granitica immobilità di chi è stato più volte al centro di bufale di proporzioni immani.
Non che me ne freghi più di tanto se sarà Cuccaro o Magliocca ad incassare le indennità per amministrare il paese. Piuttosto, mi preoccupa il fatto che Cuccaro, per quanto persona onesta e trasparente, alla pari di tanti altri politici nostrani, è portatore di grossi interessi che altri non rappresentano. Non è tuttavia di questo che intendo parlare, quanto del fatto che la questione del riconteggio delle schede, con i famosi –1, +3 o +7 , è divenuta una pagliacciata di enormi proporzioni.
L’ordinanza del TAR Campania n. 66/2006 recita quanto segue: “…I predetti funzionari designati dovranno verificare il risultato elettorale in contestazione, con riferimento alle sezioni n. 1, 2, 3, 4, 5 ed entro i limiti tassativi delle censure dedotte, sia col ricorso principale che incidentale.”.
Che sia chiaro, è lecito il fatto che Raimondo Cuccaro, in Prefettura, si stia divertendo a contestare anche schede diverse da quelle indicate dal Tar, che vengono fotocopiate – si spera su carta riciclata, perché più morbida e meglio utilizzabile dai giudici del Tribunale Amministrativo Regionale - , è probabilmente utile nell’ottica di un successivo ricorso al Consiglio di Stato, dove si potranno contestare le schede individuate in questa fase.
A decidere, il prossimo primo marzo 2007, chi continuerà ad amministrare il paese, non è il conteggio brutale delle schede contestate in Prefettura. Saranno i giudici amministrativi a decidere se le schede fotocopiate, solo quelle che rientrano nei “limiti tassativi delle censure dedotte, sia col ricorso principale che incidentale”, siano state erroneamente o meno attribuite ad uno dei due schieramenti.
Fino ad allora l’allegra brigata di Cuccaro potrà divertirsi a fare sì il sindaco, ma solo acquistando a pochi euro un videogame che si chiama “Sim City”. E’ una simulazione che consentirà loro di creare una certa Pignataro virtuale, con tanti terreni e tante strade su cui magari fabbricare una città da amministrare, sempre virtualmente.
Serietà e professionalità vorrebbero che i quotidiani, in questa fase delicata per l’intero paese, si limitassero alla fredda cronaca, senza alimentare altre illusioni o inganni che non fanno altro che alimentare tensioni e malesseri nell’intero paese, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Pignataro vive sospesa in un limbo tra le elezioni ed il ricorso e, per Pignataro, qualunque sia l’esito di questa avventura, sarebbe bene che tutti accettassero sin d’ora il fatto che sarà solo il responso del TAR a decidere chi sarà a governare la cittadina, con serenità e magari senza proporre altri ricorsi, in modo che il paese possa riprendere a vivere e a superare l’empasse nella quale è caduto con notizie grossolane e tendenziose.
Da parte mia, è chiaro, che rivolgo auspici a tutti i contendenti per una Pignataro vivibile e tranquilla, vicina a quella che vogliono anche “i giovani” di Magliocca perché anche loro finalmente possano dimostrare il valore delle loro idee. Buon Natale, e speriamo che passi in fretta.
Pietro Ricciardi
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